In questi giorni la neve ha bloccato la rete ferroviaria nazionale evidenziando ritardi, sciatteria,  disservizi. Il Touring Club Italiano — lontanissimo dalla politica ma da sempre attento ai problemi della mobilità — si è fatto  portavoce del disagio subito dai viaggiatori. Con un comunicato equilibrato ma inequivocabile che doverosamente riportiamo:
«Tra i tanti disagi “sofferti”, è venuta a galla l’inadeguatezza dell’accoglienza offerta dalle stazioni ferroviarie, grandi e piccole: luoghi dimostratisi inospitali, privi di sale d’attesa degne di questo nome (e spesso sostituiti da esercizi commerciali), con una carenza quasi assoluta di panchine, scarsità di biglietterie con relativo personale in grado di dare informazioni.

E a seguire, bagni fatiscenti, sporchi, allagati, nella maggior parte di casi privi di carta igienica; per non parlare delle macchinette per “obliterare il titolo di viaggio” vale a dire timbrare i biglietti, spesso non funzionanti. E, come se non bastasse, una fastidiosa modalità, quasi una presa in giro, di annunciare i ritardi in minuti come per rendere più morbida l’entità del disservizio: 350 minuti nascondono infatti quasi 6 ore di attesa.

La nostra associazione, che si occupa da oltre 120 anni di rendere il Paese migliore in termini di accoglienza e servizi, sia per la comunità degli ospiti che per quella degli ospitanti, denuncia la mancanza di sensibilità nei confronti dei viaggiatori da parte dei responsabili per quelli che a prima vista potrebbero sembrare piccoli fastidi nel contesto del grande blackout ferroviario e che rappresentano invece segnali decisivi perché l’Italia si possa definire un Paese civile e turisticamente evoluto».
(fonte Touring Club)