“Camerata dove sei?” Il richiamo del vecchio pamphlet degli settanta è sempre attuale. Stavolta il camerata è addirittura Sandro Gozi, l’azzimato e spocchioso collaborazionista piddino e ultra renziano, attualmente al servizio di Macron, che a quanto si scopre in gioventù era niente meno che un militante del Fronte della Gioventù.


Grazie al Primato Nazionale sono saltate fuori una fotografia del futuro consigliere diplomatico di Niki Vendola con Giorgio Almirante in persona e il registro degli iscritti della sua città col suo nome bene in vista.
Di fronte a tale evidenza documentale il nostro travet macronista è corso immediatamente ai ripari, giocandosi la vecchia scusa dell’errore di gioventù indotto, appena sedicenne, dalle cattive compagnie nella fattispecie il suo migliore amico di allora. Precisando di avere cambiato strada appena resosi conto dell’abbaglio ripiegando su un ben più rassicurante PRI.


Il conto però non torna: il simpatico Gozi nel registro degli iscritti, che risulterebbe relativo all’anno “90”, viene qualificato come “studente universitario”, un po’ troppo per un sedicente sedicenne ma perfetto per un allora ventiduenne, cioè nato nel 1968 come appunto il nostro ex camerata.
In pratica una toppa peggiore del buco.
Un vero peccato che un bravo giovane nazionale, che tanto bene aveva iniziato il suo percorso politico, si sia poi guastato crescendo a tal punto da precipitare in un abisso ideologico e culturale popolato da gente come Prodi, Vendola, Renzi, Macron e da tutta la variegata fauna pidiota.
Intendiamoci, un fatto del genere non è certo una novità, anzi.


Molti personaggi ben più consistenti di monsieur Gozì hanno fatto un percorso simile riuscendo spesso a nascondere, più o meno bene, le tracce.
Pietro Ingrao, Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari, Giovanni Spadolini, Davide Lajolo, solo per citarne alcuni, oltre ad un’intera generazione di giovani intellettuali fascisti allevati dai GUF e dai littoriali sono passati disinvoltamente da una parte all’altra, spesso da un totalitarismo all’altro, non si sa quanto folgorati dal fascino della democrazia e quanto dalle opportunità di carriera disponibili per chi si schierava dalla parte “giusta”.


Nessuna meraviglia, dunque, se un ambizioso giovanotto di provincia ad un certo punto abbia capito che per fare carriera era opportuno lasciar perdere gli astratti ideali di gioventù e convertirsi a qualcosa di più utile e presentabile in società. Tanto più che a quell’epoca la cuccagna di AN e la depurazione a base di acqua di Fiuggi erano ancora di là da venire
Certo, nel caso di specie il salto è notevole: da giovane nazionalista a zelante paladino al servizio degli interessi stranieri e del peggiore nemico dell’Italia in Europa. Ma così va il mondo e quello di Gozi, personaggio particolarmente sgradevole che nulla ha conservato della sua esperienza al Fronte, non è certo un caso isolato. Tra militanti veri e propri e simpatizzanti la scuola politica del FdG aveva attratto e in qualche modo formato molti giovani che avrebbero poi fatto carriera perdendo per strada le idee scomode o non conformi.
Come si sa carmina non dant panem, le idee non conformi ancora meno.