Cosa insegna il recente fatto di cronaca e l’accusa di stupro che ha visto coinvolti due carabinieri di Firenze? Sulla vicenda dei due militari, che, intervenuti nella notte, hanno abbandonato il servizio e accompagnato a casa due giovani studentesse americane (19 e 21 anni) in preda ai fumi dell’alcol (ma non solo) e avrebbero approfittato della situazione dando sfogo ai propri istinti sessuali si è scatenata la furia giustificazionista di personaggi di varia natura e provenienza politica ma quasi sempre legati alla cosidetta “destra terminale”.

Nonostante il codice penale italiano stabilisca chiaramente che nei casi di alterazione della coscienza non si può parlare di atti consensuali, uno dei due carabinieri ammettendo le circostanze (con buona pace di chi inizialmente negava l’evidenza) è giunto a definire il rapporto come “concordato”. Ci penseranno ora i vertici dell’Arma e il Tribunale militare a definire meglio la cosa.

Basterebbe per il momento notare come i militari abbiano — in ogni caso — abbandonato il servizio cui erano destinati (1 o 2, poco importa) con la “gazzella” sotto casa delle giovani, alla stregua di tanti “furbetti del cartellino” che lasciano il proprio lavoro dopo il timbro per dedicarsi ai fatti loro, per esprimere una condanna senza remore.

Invece una legione di “commentatori” — per lo più culturalmente impreparati — ha intasato i social con “propri “ragionamenti” nei quali, a vario titolo, indicavano le vittime “corresponsabili” dell’accaduto (gravissimo che, in alcuni casi, si trattava addirittura di donne) o presentavano cervellotiche teorie su una presunta “strategia” volta ad oscurare mediaticamente l’orrore dello stupro attuato dal branco di africani a Rimini pochi giorni or sono.

Mi pare corretto far notare come vada sottolneato il doppiopesismo di chi condanna i fatti di Rimini e giustifica quanto successo a Firenze… non mi sfuggono le differenze ma ritengo l’atto compiuto dai carabinieri di gravità inaudita. Chi lo giustifica in qualche modo si mette alla stregua dei buonisti da centro sociale (che negano i crimini quando sono commessi da immigrati o da loro sodali, come emblematicamente avvenuto a Parma) e deve solo vergognarsi.

Uno stupro è sempre uno stupro, un atto ignobile chiunque lo commetta, Ricordiamocelo!