L’idea è stata buttata nella mischia di twitter da Maurizio Gasparri nella tarda sera di ieri, dopo l’arresto per spaccio della consigliera grillina di Genova. Merita di essere rilanciata immediatamente. Grillo ci dica se è disponibile a sottoporsi pubblicamente ad un test antidroga. Ormai è un uomo pubblico, un leader politico al pari di tutti gli altri ed è arrivato il momento di trasformare i proclami in atti coerenti. Se si chiede trasparenza al 100% si deve anche poi essere pronti a non invocare la privacy se coinvolti in prima persona. Gli Italiani hanno diritto di sapere se tanta stupefacente aggressività è naturale o un effetto collaterale di qualche vizietto, se gli sbalzi di umore sono un difetto caratteriale di un eccentrico uomo di spettacolo o le conseguenze di qualche “aiutino“. Il leader del Movimento 5 Stelle ha il dovere di rispondere ad una semplice domanda: Caro Beppe Grillo, sei disponibile a sottoporti ad un pubblico test antidroga? Non si accettano risposte di scontato “maanchismo” di facciata contro il Parlamento dei corrotti e dei drogati. Tra pochi mesi i tuoi uomini si candideranno proprio a entrare in quel Parlamento: vogliamo sapere se chi li guida è sempre cosciente o a volte offuscato da qualche strana sostanza.