Nessun problema, nessuna preoccupazione. Convinto che si stia parlando di qualcosa di inconsistente, Luca Lotti ieri si mostrava solo un po’ infastidito dal danno d’ immagine.

«Caro Luca, a me “Il Fatto” ha dedicato decine di prime pagine Benvenuto anche tu!», gli fa una telefonata di solidarietà il collega ministro degli Esteri Alfano, e lui ci scherza sopra durante il Consiglio dei ministri. Mostrare serenità, è la parola d’ ordine per il diretto interessato, che si presenta sorridente e spavaldo. Blindarlo, avvolgerlo in una coltre di silenzio solidale è quella del Pd renziano. Nella speranza che, se anche la notizia troverà conferma, l’ inchiesta si concluda in una bolla di sapone.

 E’ mattino quando partono i primi scambi di sms tra deputati ed esponenti vari del renzismo: Ma è vero quello che scrive Il Fatto?. Indagato Lotti, titola il quotidiano diretto da Travaglio, a caratteri cubitali in prima pagina. Una indiscrezione che, per il peso specifico del neoministro, non può che allarmare il quartier generale fiorentino. E’ solo una pioggerellina, o l’ inizio di una tempesta?

Matteo Renzi è a Pontassieve a trascorrere qualche giorno in famiglia. Per lui, il 34enne ministro dello Sport è il braccio destro e sinistro, conosciuto quando era un giovane consigliere comunale di Montelupo Fiorentino e invitato a seguirlo alla Provincia di Firenze (Renzi era il presidente), e poi, sempre più uomo di fiducia, nella sua scalata al potere: da capo segreteria e poi capo di gabinetto a Palazzo Vecchio lo ha accompagnato fino a Palazzo Chigi, fidatissimo sottosegretario per i mille giorni del suo esecutivo.

Il leader tace, evita qualunque commento, posta qualche riga su Facebook ma è per congratularsi con la qualità delle forze dell’ordine italiane per aver fermato il tunisino accusato della strage di Berlino. Non una parola sulla novità che coinvolge il suo fedelissimo: la strategia concordata è che sia lui stesso a intervenire. Anche Lotti è a casa, per assistere alla recita del primogenito Gherardo.

Ma decide di tornare a Roma. Fa sapere di non aver ricevuto alcuna notifica, ma se l’ indagine a suo carico è vera, vorrebbe essere sentito subito dai magistrati: Noi non scappiamo dalle indagini. Dà l’ incarico a rappresentarlo al principe degli avvocati Franco Coppi, a cui ribadisce lo stesso concetto: Appena mi chiamano a comparire sono pronto.

Disponibilità verso i magistrati, tranquillità sulla propria posizione, diventa il mantra della giornata. «Conosco da anni Lotti, so che è una persona onesta e seria, ho fiducia che le cose si chiariranno con rapidità», assicura il capogruppo alla Camera Ettore Rosato. Pochi altri nel Pd intervengono, complice anche il clima prenatalizio e la chiusura delle Camere.

Tra i renziani, la speranza è che l’ indagine finisca in nulla. Il senatore Stefano Esposito attacca l’ ennesima fuga di notizie, e tra le righe anche il noto e vulcanico pm Woodcock, non so se è un pm che cerca pubblicità, sicuramente non nasconde la sua voglia di fare il proprio lavoro. Altri lo dicono a taccuini chiusi.

Anche la minoranza tace, anche se sotto sotto sembra godersi il momento di difficoltà per l’ uomo più vicino all’ odiato segretario. Prima di esprimersi bisogna capire se è veramente indagato, e qual è l’ entità della vicenda, prende tempo un bersaniano. Il che, però, non esclude che, se la notizia fosse confermata, da loro potrebbero arrivare più avanti attacchi come quello riservato da Speranza nei giorni scorsi al ministro Poletti per tutt’ altra vicenda – partendo dalla gaffe sui giovani fuori dai piedi all’ estero e arrivando ai voucher.
Un passo alla volta, predicano cautela i bersaniani. Lotti e Renzi sono avvertiti. E anche il premier Gentiloni.

Francesca Schianchi, La Stampa  24 dicembre