E poi salta fuori che uno dei tre giovani teppisti che hanno aggredito l’atleta di colore Daisy Osakue con lancio di uova è nientemeno che figlio di un consigliere del Partito democratico. Gli inquirenti avevano già sospettato sin dall’inizio che il movente non era razziale, ma niente da fare, per giorni, quotidiani, TV e media hanno martellato l’opinione pubblica dando per scontato che i responsabili di questo vile atto erano certamente razzisti istigati dalle forze populiste. Questa versione non era diffusa solo da sinistra, ma anche da quell’area cosiddetta “moderata” del centrodestra, leggesi Forza Italia.

Siamo ancora in attesa che la delicata questione della Rai si risolva, mentre si consuma l’infame linciaggio mediatico nei confronti di un giornalista e intellettuale integerrimo come Marcello Foa, e nel frattempo le televisioni, quasi a reti unificate, sono tutte uniformate a comunicare le stesse notizie e le stesse versioni dei fatti. Non conta che la prima forza politica del paese sia – che piaccia o meno – il Movimento 5 stelle, né che il primo partito all’interno del centrodestra sia la Lega. Non conta che attualmente il governo sia composto dalla coalizione definita gialloverde. Per adesso nulla è cambiato, con la Rai controllata dal Pd e Mediaset controllata da Forza Italia, ma che sembrano parlare lo stesso linguaggio, enfatizzando ogni notizia in odore di “razzismo” (anche quando il razzismo non c’è), e attenuando o tralasciando quelle news relative invece ad atti criminosi compiuti da immigrati.

Rai e Mediaset costituiscono il Patto del Nazareno che probabilmente non è mai tramontato, ma che è emerso con ancor più evidenza con la vicenda del Cda Rai e la proposta di Foa alla presidenza della televisione pubblica. E così anche i giornali, salvo rare eccezioni, si sono esibiti nell’incriminare il populismo sovranista di Salvini e dintorni, reo d’aver istigato l’atto razzista nei confronti della Osakue. L’apice di quest’atteggiamento prevenuto è stato esemplificato dalla solita vignetta pseudo – satirica di Vauro Senesi, che su Il Fatto quotidiano aveva disegnato un uovo con il faccione di Salvini con la scritta “L’uomo marcio”, la solita satira rancida di Vauro che oramai è onestamente venuta a noia. Ma è solo un esempio di una galassia, quella dei radical-chic o “comunisti al caviale”, che risponde per riflesso pavloviano agli stimoli: da Asia Argento a Saviano, passando da Fiorella Mannoia, tutti convinti di dire cose importanti e che l’opinione pubblica penda dalle loro labbra e cambi opinione in base alle loro esternazioni.

E questa sfera politico-culturale di “sinistra”, trova il gioco di sponda in quell’area genericamente liberale di centrodestra, più o meno in Forza Italia, nonostante il partito di Berlusconi stia subendo una continua emorragia di consensi elettorali e un fuggifuggi di politici, militanti e simpatizzanti che avvertendo che la nave forzista è sul punto di colare a picco, cercano altri approdi. Ma loro niente: progressisti di sinistra e liberisti di destra, continuano imperterriti a strillare come aquile contro populismo e sovranismo, lanciando allarmi infondati su derive razziste che esistono solo nelle loro paranoiche fantasie.

Perché il contrasto alla criminalità e all’immigrazione di massa, non c’entra nulla con il razzismo e se qualcuno commette atti di razzismo, questo deve essere considerato responsabile individualmente, senza tirare in ballo la politica che compie il suo dovere nella difesa di legalità e identità nazionali. Ma poi, quando si viene a sapere che i tre balordi che hanno aggredito la Osakue, non erano energumeni di CasaPound ma tre giovani viziati e annoiati che avevano già compiuto altre sette di queste scorribande, e uno di questi è figlio di un consigliere del Pd, allora d’incanto, il razzismo viene declassato in “goliardia”: come se non possano esserci razzisti di sinistra, o peggio, come se tirare oggetti contundenti alle persone per stupido, inutile gioco, sia meno grave che farlo per odio razziale. Il diverso “movente”, attenua la gravità del gesto. E intanto, mentre si denuncia un razzismo italico che non esiste, continuano ogni giorno atti criminosi da parte degli immigrati, nel silenzio e nell’ignavia quasi totale dei media. In attesa che qualcosa, almeno in Rai, cambi.