“Cattolico” è sinonimo di “Universale”. Aderiamo. In effetti la vocazione e la missione di Santa Madre Chiesa è universale. Registriamo però la quasi totale incapacità dei vertici ecclesiastici, per quanto riguarda il piano politico, di saper distinguere i piani in oggetto dal particolare all’universale. Fermo restando che la chiesa ha il diritto ed il dovere, a suo rischio e pericolo, di intervenire nella navigazione terrena per mezzo dei suoi istituti a questo indirizzati: dalle università alle fondazioni, dai giornali alle case editrici, un classico esempio che avvalora, inconfutabile, quanto da noi scritto sopra, riguarda enunciati pronunciati di recente dal presidente della Conferenza episcopale italiana Gualtiero Bassetti: “Chi si impegna nell’amministrare la cosa pubblica deve ritornare a essere un nostro figlio prediletto: dobbiamo mettere tutta la forza che ci resta al servizio di chi fa il bene ed è davvero esperto del mondo della sofferenza, del lavoro, dell’educazione”. Ed ancora, “le radici” del cattolicesimo impegnato nel sociale ed in politica sono forti. Questo nonostante “preoccupazioni e difficoltà”, “smarrimento culturale e morale”, “rancore diffuso”, “disagio sociale” che ha avuto “effetti pesanti anche in politica, effetti visibili nella situazione di stallo e di confusione di ruoli che ha segnato l’avvio di questa Legislatura”.

Ma, aggiunge il cardinale, non credete, cari Confratelli, che anche nel contesto attuale ci siano ragioni fondate per dire che la partita non è persa? Non credete che le radici siano buone e il Paese più sano di come spesso lo si dipinga? Non credete che, non solo non siamo semplicemente allo sbando o alla deriva, ma ci sia ancora tanta disponibilità per il bene comune?”. In questo “momento cruciale della nostra storia”, Bassetti esprime “con convinzione la nostra stima al presidente della Repubblica per la guida saggia e paziente con cui sta facendo di tutto per dare un governo all’Italia”. Nel contempo ricorda a tutti “come non basti nemmeno avere un governo per poter guidare il Paese. Occorre, questo Paese, conoscerlo davvero, conoscerne e rispettarne la storia e l’identità; bisogna conoscere il mondo di cui siamo parte e nel quale la nostra Repubblica – cofondatrice dell’Europa unita – è desiderosa di ritornare a svolgere la sua responsabilità di Paese libero, democratico e solidale.”

Si tratta di un classico esempio di miopia ed allo stesso tempo di “assoluta” incapacità da parte della Conferenza Episcopale nel saper distinguere i piani di riferimento e di intervento politico, economico e sociale. Infatti Bassetti elogia i governi: Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, macroscopicamente rei di aver praticamente distrutto quel poco che rimaneva di equo, di sovrano, di nazionale e di indipendente nei confronti dell’alta finanza e delle tecno-burocrazie locali, nazionali ed europee. “La lettera uccide” scriveva, non a torto, il tredicesimo apostolo honoris causa San Paolo. Governi “tellurici”, per chi non è interno ad una forma religiosa, “demoniaci” per chi invece lo è, epigoni di Romano Prodi, non degno discendente di Alcide De Gasperi come del resto quasi tutti, ce lo dice la storia recente, i democristiani e popolari di sinistra.

Se è vero che gli angeli, capitanati dall’Arcangelo Michele, pur combattendo demoni e diavoli tra cielo e terra non ne parlano comunque male, poiché si giustificano e si qualificano nella eterna lotta tra il bene ed il male (il nemico e l’avversario infatti ci distingue e ci qualifica) la chiesa oggi, cosa che non avrebbe certamente fatto con Sua Santità Papa Benedetto XVI, oggi emerito, sembra crogiolarsi e rallegrarsi quasi dell’afflusso sempre in quantità crescente di poveri, emarginati e diseredati nazionali, comunitari ed extracomunitari. In pratica con papa Francesco, a nostro osservare, la chiesa stanca, millenaria e proselitista sembra ammiccare eccessivamente con “cani sciolti” e “pecore matte”, insomma non vorrebbe dare a Cesare quel che è di Cesare. Canada, Australia e Nuova Zelanda e le “cattolicissime” Spagna e Polonia evidenziano che l’accoglienza può essere solo legale, programmata e sostenibile, con annessi rimpatri e respingimenti per quanto riguarda gli immigrati “economici” 95% circa dei casi, eccezion fatta per chi fugge da guerre sanguinose e cruente il restante 5%. Santa Madre Chiesa dovrà al più presto imparare ad intervenire, socialmente ed economicamente sapendo distinguere i differenti piani e livelli geopolitici: locali, regionali, nazionali, continentali, mondiali ed universali. Probabilmente i preti di campagna, i presbiteri delle periferie metropolitane e di provincia hanno ben provato e compreso quanto sopra.

“I vecchi partiti si sono sgretolati, nuovi soggetti sono venuti sulla scena, ma nessuno può negare che nelle migliaia di Comuni italiani ci sono persone che senza alcuna visibilità e senza guadagno reggono le sorti della nostra fragile democrazia. Dove sono le nostre intelligenze, dove sono le nostre passioni? Perché il dibattito tra noi è così stentato? Di che cosa abbiamo timore? Gli spazi che la dottrina e il magistero papale ci hanno aperti sono enormi, ma sono spazi vuoti se non li abitiamo. E spazi dottrinali vuoti o pieni di pia retorica non sono sufficienti a contenere le tragedie di questa umanità in mezzo alla quale la misericordia del Signore ci ha posto”. Secondo il presidente della Cei, i vescovi devono “rinnovare la nostra pedagogia politica e aiutare coloro che sentono che la loro fede, senza l’impegno pubblico, non è piena”. Infine, un’ultima domanda: “Sono molti, sono pochi? Ancora una volta, non è questione di numero, ma di luce, lievito e sale: ogni società vive e progredisce se minoranze attive ne animano la vita spirituale e si mettono al servizio di chi nemmeno spera più”.

In pratica sugli attuali binari “sud americani” e di “centro-sinistra” europea i vescovi scrivono bene e sortiscono l’effetto contrario alle soglie dell’eversione. Oggi in Europa oltre ai sempre minori e spesso in discussione dogmi cattolici se ne è aggiunto un altro: l’euro, emanazione delle “chiese” di Bruxelles, Strasburgo, Lussemburgo e Berlino.

Nonostante sia primavera inoltrata la Terza Repubblica tarda ad arrivare. Arriverà probabilmente in estate, in autunno o nella primavera 2019 accorpata con le elezioni europee. Con, a nostro scrivere, la fine delle categorie politiche care alla seconda Repubblica quali: “sinistra/centro-sinistra, centro-destra/destra”, si stanno evidenziando due categorie politiche confliggenti: I paladini della cultura, dell’arte e delle sovranità nazionali, contro le tecno-burocrazie finanziarie nazionali e continentali. Ai vescovi ed ai cardinali segnaliamo una lettura interessante al fine di correggere “il tiro”, si tratta del romanzo “La révolte des Anges” di Anatole France. Questa volta, nel nuovo secolo e nel nuovo millennio, Lucifero potrebbe non essere preso dalla noia come in precedenza, non accontentandosi più di svolgere la sua tradizionale funzione di infera ribellione.