Emilia Romagna: Bonaccini vince con quasi otto punti di distacco dalla Borgonzoni, ma la coalizione di centrosinistra vince con uno scarto minimo sul centrodestra (48% contro 45,5%. Nel 2014 il centrodestra era al 29% quindi cresce di 20 punti percentuali), mentre il Movimento 5 stelle praticamente si estingue (3,4% il candidato e 4,6% il partito). Ciò significa che in una delle ultime roccaforti di sinistra (l’altra è la Toscana) il centrosinistra è poco meglio che a parimerito del centrodestra che vince nettamente in quattro province (Piacenza, Parma, Ferrara e Rimini). Quindi non si capisce cosa abbiano da esultare. Significa anche la candidata del centrodestra non è stata apprezzata dalla popolazione, che ha apprezzato di più il presidente in carica che ha preso 3 punti percentuali di più della coalizione, mentre la Borgonzoni ha preso 3 punti in meno della coalizione.

Se fosse stato il viceversa parleremmo di un’altra storia. Come partiti, l’affluenza in crescita nelle province rosse della regione premia il PD che, con una profusione di mezzi mai vista, da ultima spiaggia, riesce a risultare il primo partito (34% contro il 44% di 5 anni fa) seguito dalla Lega (31,9%) e da Fratelli d’Italia che conferma la sua forte crescita di consensi (8,6% rispetto all’1,9 di 5 anni fa). Oltre al M5s verso l’estinzione anche Forza Italia (2,5%).

Calabria: la Santarelli vince con il 55% contro il 30% della sinistra. Il M5s, in una delle regioni dove è più forte prende il 7,4% con il candidato e il 6,2% come partito, anche qui vicino all’estinzione. Nel centrodestra la candidata comunque prende 2 punti meno della coalizione che viaggia sul 57%. Nel 2014 la sinistra vinceva con il 61% contro il 23% del centrodestra. Come partiti Forza Italia viene trascinata dalla candidata che è del suo partito e dal capolista Gallo (il più votato della regione) e raggiunge il 12%, parimerito praticamente con Lega (12%) e Fratelli d’Italia (11%).

In definitiva su due regioni governate dal centrosinistra e vinte dalla sinistra cinque anni fa con 20 punti percentuali in Emilia Romagna e 38 punti percentuali di vantaggio in Calabria, il centrodestra ne strappa con brutalità una e manca di misura nell’altra con alcuni rimpianti. La sinistra perde pesantemente ma evita la disfatta totale ed esulta. Il M5s stelle si avvicina all’estinzione e quindi si torna al bipolarismo. Dato che si torna al bipolarismo, il governo, con schizofrenia, vuole varare una legge elettorale proporzionale come se fossimo al tripartitismo.., mah