Prendo un articolo di Open, che è di sinistra e che per fortuna prende le distanze da Sartori, il capofila delle c.d. “sardine”. Il tizio in questione ha proposto «un organo di polizia che garantisca il livello di sostenibilità democratica all’interno dei social network». Traduciamo in italiano: una polizia politica che controlli le opinioni che la gente dice sul web e se non sono “democratiche” (cioè allineate al pensiero delle “sardine” e del pd) reprima. Nulla di nuovo: ci sono già state tante polizie politiche che controllavano la liceità delle opinioni: si chiamavano Kgb, Stasi e Gestapo.

A parte la blanda presa di distanza di Open, ci immaginiamo cosa avrebbero scritto se la Meloni avesse proposto una polizia politica che reprima le opinioni antinazionali (cosa che nè Giorgia nè nessuno di noi si sognerebbe di proporre, perchè noi, a differenza di Sartori, siamo per la libertà di opinione)? Sarebbe cascato il mondo, ma alle “sardine”, curioso connubio di idee (poche) liberiste, buoniste e mainstream, però portate avanti con metodi stalinisti, tutto è concesso. Ma io invece mi chiedo: è lecito in Italia proporre una polizia politica che reprima la libertà di pensiero?