All’ombra dell’incapacità politica (ma anche di pensiero) della patetica oppofinzione un avvocaticchio di provincia e un ‘governo’ di traditori si sono ormai trasformati, a colpi di DPCM, nella peggiore dittatura che si potesse immaginare.

Peggio dello stadio di Santiago del Cile, peggio dei Gulag sovietici, peggio dei campi di ‘rieducazione’ cinesi o dei Lager hitleriani dove – indistintamente – i carcerieri si occupavano solo dei corpi, l’impomatato foggiano con pochette e i suoi complici hanno devastato le menti terrorizzando la gente fino al punto di fargli amare le catene che li tengono legati.

Come nel ‘Mito della Caverna’ di Platone proiettano ombre davanti agli occhi di persone – quasi accecate dal terrore – e ormai incapaci di osservare la realtà.

Dov’è finito lo spirito guerriero della gioventù italiana?

Quello dei Ragazzi di Bir El Gobi, ma anche delle contestazioni studentesche, delle incredibili mobilitazioni contro le ostentazioni della borghesia milanese alla Prima della Scala, con l’autolesionistico nichilismo rivoluzionario degli indiani metropolitani che risorgeva più forte da ogni repressione poliziesca?

Che ne è stato del ribellismo diffuso nella nostra società, che ha prodotto gli eccessi sanguinosi delle Brigate Rosse o dello spontaneismo armato dei NAR?

Ucciso, nei più giovani, dagli smartphone o dal mito della vita comoda e per gli altri dalla paura indotta da un cinico regime psicosanitario?

Sarebbe troppo poco! Il cambiamento, che è ormai per gli italiani qualcosa di antropologicamente percepibile, coinvolge tutti i popoli e il livello di complicità raggiunto su scala mondiale è tale da aver prodotto ovunque una generazione di automi eterodiretti.

Lo testimoniano la disperata resistenza dei Gilet Gialli francesi, vittime per mesi di una repressione sanguinosa nell’indifferenza internazionale.

Le proteste sorte a comando, quasi ovunque, dei decapitatori di statue del BLM.

L’indignazione pelosa dei soliti noti (Fiano, Boldrini, Quartapelle) per la democrazia bielorussa in ‘pericolo’ dopo la rielezione di Lukashenko, che invece reputano normale la sospensione da mesi delle garanzie costituzionali in Italia.

Con la complicità di un’informazione, in massima parte megafono dei desiderata del NWO, hanno plasmato le menti (deboli) dei più per farne un gregge di fedeli esecutori degli input ricevuti.

L’unica speranza è che, confusi nella massa di pecore, si nascondano degli indomiti lupi, sfuggiti all’occhio del pastore, che prendano la guida del gregge prima che venga condotto al macello.