Ciao, ciao, ciao, ciao mare.. no. Ciao bugiardissimo, anzi ciaone. Distrutto, spazzato via. Comunque finisca la formazione del governo sotto la pessima guida di Mattarella, e non è escluso che il presidente possa recuperare in qualche modo proprio il bugiardissimo, il disastro che ha provocato al Pd è clamoroso. Mai il partito era sceso a questi livelli di consensi. Il 20% significa che in pochi anni ha dimezzato i consensi ottenuti alle europee. Grazie alla totale incapacità di governare, e non sono bastate le menzogne, non è bastato il servilismo dei media, non è bastato neppure il tentativo di far dimenticare delinquenza e povertà con il rilancio di un antifascismo a cui crede solo l’Anpi per giustificare la propria inutile sopravvivenza.
Sono andati a casa, umiliati nell’uninominale, persino i candidati considerati l’alternativa al bugiardissimo, Minniti e Franceschini. E dovrebbe andare a casa anche Berlu che non è riuscito a risollevare Forza Italia dopo l’interminabile sequela di errori nelle scelte politiche e nelle scelte dei propri rappresentanti. Salvini è il nuovo leader del centro destra e se il cerchio magico di Berlu non lo capirà e non si adeguerà, la scissione sarà inevitabile, con buona parte di Forza Italia che seguirà la Lega.
Il vero trionfatore è però il Movimento 5 Stelle che supera il 30% da solo. E che potrà condizionare qualsiasi governo. Potrebbe anche governare, qualora Forza Italia non rispettasse i patti di appoggio a Salvini o qualora riuscisse a convincere Pd e LeU ad appoggiare Di Maio. Tutto molto complicato.
Ora si dovranno attendere i passi indietro del bugiardissimo e di Berlu per vedere come si articoleranno i nuovi schieramenti. Ma anche un passo indietro definitivo della Bonino che, dopo una campagna elettorale molto dispendiosa, ottiene un pessimo risultato. Il voto evidenzia anche la scarsa presa elettorale delle estreme, sia a destra sia a sinistra. Tutto da ridiscutere, tutto da decifrare. Così come sarà da valutare la capacità di governo dei 5 Stelle e della Lega. O la tenuta di un centro destra che, secondo Brunetta, farà campagna acquisti tra i centristi per poter governare. Peccato che i centristi non ci siano più.