Mentre i leader mondiali preparavano il discorso di fine anno – chi come la Merkel che deve fare i conti con l’insoddisfazione dell’elettorato, l’ansia di Macron per le proteste causate da riforme squilibrate, la May concentrata su Brexit e Trump in pieno shutdown – la Cina è sbarcata sulla Luna. La navetta spaziale, ufficialmente battezzata Chang’e 4, giovedì alle 10.26 ora di Pechino, è atterrata nel bacino del Polo Sud-Aitken, il più grande e antico cratere da impatto con una discesa finale da un’orbita ellittica a 15 chilometri sopra la superficie, rendendo un atterraggio “liscio” e “preciso”, secondo il progettista generale di Chang’e 4, Sun Zezhou.

China Central Television (CCTV) ha riferito che la prima immagine a distanza ravvicinata è stata trasmessa sei ore dopo il touchdown. Questo perché l’area in cui la sonda è atterrata – il dark side – è rivolta lontano dalla terra, il che significa che è esente da frequenze radio. Di conseguenza, non è possibile che un rover lunare comunichi direttamente con il controllo a Terra. Il lato più lontano della luna è l’emisfero che non affronta mai la terra, a causa della rotazione. A volte viene erroneamente indicato come “il lato oscuro della luna”, anche se riceve la stessa quantità di luce solare del suo lato rivolto verso la terra. Per superare questo ostacolo, la Cina ha lanciato un satellite in orbita che sarà in grado di trasmettere informazioni dal rover alla Terra. Il successo della missione rappresenta indibbiamente un punto di riferimento nell’esplorazione dello spazio. Ma non solo.

“La Cina è sulla strada per diventare una forte nazione spaziale”- ha dichiarato a CCTV il capo progettista della missione lunare, Wu Weiren.
Già nel 2007 le forze armate cinesi impressionarono il mondo con il loro test di un missile antisatellite utilizzato per distruggere un dispositivo orbitante obsoleto. La Cina conferma la sua capacità di leadership nei settori “asimmetrici” dell’arte militare (cyberguerra, spionaggio, difesa costiera) che le consentono di colmare il gap detenuto in campo tradizionale nei confronti di numerose potenze globali, USA in primis.

Fabio Favata, rappresentante di spicco dell’European Space Agency, interpellato dal Guardian ha definito la Cina “la nuova grande potenza nello spazio”. Insomma, pare che siano molto alte le probabilità che la prossima trasmissione vocale dalla Luna sia in mandarino, con buona pace del resto del mondo.