Nel delirio zerbinato dei giornali italiani e delle tv (a partire da quelle berlusconiane) per il trionfo del burattino, nessuno pare essersi accorto di una piccola anomalia. La mancanza di esultanza da parte degli ex Pci. Che, certo, han sorriso. Che, certo, han rilasciato dichiarazioni di vittoria. Ma l’entusiasmo è tutt’altra cosa. L’entusiasmo era quello dei giornalisti di servizio, degli accattoni di notizie edulcorate, dei divulgatori del falso avariato. E’ mancata, insomma, quella semplice considerazione che era così chiara agli elettori: il burattino ha trionfato, la sinistra è morta. Scomparsa, fuggita, evaporata.

Un Paese di pensionati (Grillo dixit) non ha scelto la rivoluzione affidandosi ai compagni duri e puri. Il Paese di pecore ha scelto la Dc. La nuova Balena Bianca che è simile a quella vecchia, solo meno preparata, solo meno acculturata. Il Pd del burattino ha vinto anche nelle zone “bianche” dove il Pci rappresentava il male assoluto ma dove il burattino è stato percepito per quello che è realmente: un democristiano con le maniche della camicia arrotolate invece della giacchetta e della cravattina d’ordinanza. D’altronde arriva dai boy scout: cosa c’è di meglio per tranquillizzare i pensionati che ricordano i vecchi esponenti della Dc?

E anche l’accusa secondo cui il burattino sarebbe non solo guidato dai burattinai della finanza ma sarebbe anche figlio di un noto massone fiorentino, non ha spaventato proprio nessuno. Anzi, ormai questa Italia – non alla frutta ma al pussacaffé – si sente tranquillizzata pure dalla massoneria. In fondo c’è da secoli, vuol dire che non è un problema. Il prossimo passo riguarderà la mafia: c’è da tanto, solo quel cattivone del Duce l’ha mandata al confino, i padroni americani ce l’han riportata e se vogliono così è per il nostro bene.

E la sinistra, in tutto questo? Boh. Il burattino promette soldi al ceto medio, imponendo l’idea che il ceto medio sia quello che non arriva alla fine del mese. E gli 80 euro permetteranno la sopravvivenza, ma non faranno ripartire i consumi di prodotti italiani perché troppo costosi per chi guadagna 1.500 euro al mese. In fondo Pina Picierno, capolista del Pd alle europee per la circoscrizione Sud, aveva perfettamente ragione a sostenere che, con 80 euro, si fa la spesa per due settimane. L’hanno accusata di non capire nulla, di parlare senza aver mai fatto la spesa. Invece era perfettamente allineata con l’Italia che vogliono loro; con 80 euro si campa benissimo per due settimane con i consumi tipici del ceto medio: latte, pane, scatolette di pelati cinesi, pasta di sottomarca. Questo è il ceto medio in versione Pd-burattino.

Gli altri, quelli che vorrebbero anche mangiare una bistecca, un poco di verdura, che vorrebbero bere una bottiglia di vino, sono i ricchi poco illuminati. Perché quelli illuminati fanno la spesa da eataly, ovviamente. Ma votano Tsipras. I dati elettorali di Torino relativi alla lista che dovrebbe rappresentare la sinistra, sono emblematici: Tsipras vince nei seggi della collina dove vive la Torino-bene, dove vivono i ricchi asserragliati nelle ville. Invece nei quartieri popolari, nelle “barriere” dove gli italiani sono costretti a vivere fianco a fianco con i clandestini e gli immigrati iper protetti e garantiti, i voti sono andati a Grillo ed alla Lega. Che la sinistra, ormai, sia quella di Salvini e dei 5 stelle?