Il quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri ha sparato un siluro. La notizia è veramente esplosiva e se corrispondesse al vero, sarebbe di una gravità senza precedenti nella storia repubblicana. Se già il fatto che l’attuale governo non sia mai stato eletto dal popolo poteva essere intollerabile, e se la situazione si era aggravata dopo il propagarsi del Covid-19 con una quarantena che è durata due mesi, seguita da una “Fase 2” che prevede regole al limite dell’assurdo, con questa nuova notizia si tocca decisamente il fondo.

In un articolo, infatti, Paolo Becchi svela un agghiacciante retroscena, con un “Giuseppi” che avrebbe provato fino all’ultimo minuto a inserire subdolamente attraverso un’ambigua “supercazzola” degna del miglior Conte Mascetti, un prorogamento dello stato di emergenza coronavirus per ben 6 mesi. A mettersi di traverso (fortunatamente) il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che avrebbe, di fatto, scongiurato (per adesso) un colpo di Stato. Secondo la ricostruzione di Becchi però, non è escluso che il Premier ci riprovi in futuro.

“Se Conte dovesse riuscire a manipolare i dati della mortalità da qui a giugno – è il sospetto di Becchi – tornerà alla carica e ci proverà un’altra volta. Questo governo prima si reggeva sul pericolo di Salvini, oggi su quello del virus. Su quest’ultimo Conte sta costruendo la sua fortuna. Ma a settembre, quando l’epidemia si trasformerà in carestia, molti nodi verranno al pettine”.

La questione è stata discussa anche al Parlamento italiano e da giorni l’ambasciatrice Alicia Erazo, Alto Commissario internazionale per i diritti umani del CIDHU, per l’Europa, l’Asia, e l’Oceania, ha diffuso twitter con i quali denunciava la situazione, seguito poi da un video (lo potete trovare su YouTube, censura permettendo), dove, rivolgendosi direttamente al popolo italiano  lo allerta che è stato sventato il golpe, ed esorta i cittadini italiani a “resistere”.

La Erazo si è rivolta al Presidente Donald Trump perché intervenga per porre fine alle “gravi violazioni dei diritti umani al popolo italiano con la scusa del coronavirus”. La Erazo dichiara anche di aver subito pressioni, minacce e tentativi di censura. Nel frattempo, ovviamente, è già partita la “controinformazione” dei “giornalai di regime” che parlano di “fake news” e deridono la Erazo. Ma stiamo parlando di un’ambasciatrice per i diritti umani, non di un quaquaraquà qualsiasi, un becero sovranista o un complottista paranoico. E perché l’informazione schierata con chi è al potere dovrebbe aver più attendibilità di un’ambasciatrice?

Curioso, quasi grottesco, che proprio “la sinistra” che ha campato di rendita sul concetto astratto di “diritti umani”, sopravanzando sempre poteri e scopi nazionali attraverso autorità sovranazionali, in nome di una visione globale di diritti universali, siano proprio loro adesso, a non riconoscerli e schernirli. Anche perché, l’osservazione quotidiana della situazione nazionale di questi ultimi mesi, tende a confermare ampiamente la “tesi” che la democrazia italiana sia seriamente compromessa.

Quantomeno, è lecito ascoltare entrambe le campane; rimanere vigili, e indagare se davvero il governo stia deliberatamente abusando dell’emergenza Covid-19 – magari ingigantendola – per tentare di accrescere i propri “pieni poteri” e sopprimere le libertà democratiche. L’ora che stiamo penando è molto grave e non possiamo concederci mollezze, occorre essere pronti e coraggiosi; resistere e ribellarci, avendo come punto cardinale, l’assioma che non possa esserci sicurezza senza benessere e libertà. La democrazia – pur con i suoi limiti – può essere corretta, ma deve restare un valore irrevocabile. Indietro non si torna. La lotta che io chiamerò “Resistenza nazionale”, potrà essere lunga e feroce, ma dobbiamo essere pervicaci fino alla fine.

Un aiuto potrebbe arrivare da Trump. L’appello della Erazo diretta proprio al Presidente USA è “toccante”. In che modo il tycoon possa “intervenire”, è imponderabile; finora, però bisogna riconoscergli che ha saputo distinguersi dalle precedenti amministrazioni a stelle e strisce, sia da quelle democratiche che da quelle repubblicane di stampo “neocons”. Trump ci prova e bisogna comprendere che anche per lui la lotta è ardua, perché nonostante il Presidente sia lui, la rete internazionale di poteri politici, economico-finanziari, informatici e artistico – culturali, sono prevalentemente nelle mani di un “governo ombra” globale che è genericamente “progressista”: un miscuglio confuso di Marx e Marcuse, con il peggio di entrambi.

Un possibile, indiretto, “intervento” trumpiano potrebbe essere l’”Obamacare” che appare un vulcano sul punto di esplodere da un momento all’altro: un terremoto di dimensioni titaniche che neppure immaginiamo e che potrebbe travolgere definitivamente la cupola del potere di quello che per anni è stato definito trionfalmente come “Nuovo Ordine Mondiale” e che adesso è furbescamente ribattezzato come “Nuovo Umanesimo”, ma la sostanza non muta, di fatto, è un progetto dittatoriale globale. E se dovesse saltare questo coperchio, anche l’Italia ne sarebbe sconvolta. Ma questa è un’altra storia…