Se non si trattasse di un fatto gravissimo ci sarebbe anche da ridere, almeno a sentire la ministra francese degli affari europei Nathalie Loiseau, secondo la quale l’ennesimo sconfinamento di gendarmi francesi armati in territorio Italiano sarebbe “ una disattenzione di gendarmi arrivati da poco nella regione, che hanno avvertito la polizia italiana. Sono entrati senza volerlo in Italia. È stato un evento accidentale. Faremo in modo che questi incidenti non accadano più“.

In pratica gendarmi maldestri, moderna versione macroniana del maresciallo Ludovic Cruchot di Louis De Funes.

Madame Loiseau – la stessa che poco tempo fa definiva Salvini un “Ponzio Pilato, è osceno. Quando ci sono persone che rischiano di affogare, il signor Salvini preferisce guardare da un’altra parte” e che sbraitava contro immaginarie violazioni del diritto internazionale – ovviamente ridimensiona e minimizza pro domo sua.

Dovrebbe però spiegare quale sarebbe la disattenzione, a meno che non sia pratica comune per i gendarmi della Republique scaricare immigrati nei boschi invece che assisterli secondo gli obblighi del diritto internazionale.

Comportamento del quale non ci sarebbe poi molto da stupirsi visto quello che succede lungo il confine francese a cominciare da Ventimiglia, dove da almeno tre anni una frontiera sigillata, molto più dei porti italiani che tanto scandalizzavano la Loiseau e gli amichetti del governo di Macron, la polizia francese blocca e respinge migliaia di persone spesso usando le maniere forti.

Secondo le organizzazioni che assistono sul posto i migranti gli abusi da parte delle autorità Francesi sono la prassi: fermo dei minori, il cui respingimento è sempre illegale, spesso la loro registrazione come maggiorenni, falsificazione delle dichiarazioni sulla loro volontà di tornare indietro, detenzione senza acqua, cibo o coperte, nessuna possibilità di protezione ed assistenza legale, frequenti abusi come il taglio delle suole delle scarpe, la sottrazione delle SIM, il ritorno a Ventimiglia a piedi, lungo la statale, con qualunque condizione atmosferica.

Comportamenti “vomitevoli”, per usare la terminologia riservata all’Italia da Gabriel Attal, portavoce del partito macronista, come molti politici transalpini campione di ipocrisia e doppiopesismo, prontissimo all’indignazione strumentale da esportazione, molto meno disponibile ad indignarsi per quello che succede sotto il suo naso.

Un vizietto a quanto pare molto comune tra i politicanti d’oltralpe, dallo stesso Macron alla già citata Loiseau fino all’insopportabile Moscovici, sempre pronto a bacchettare l’Italia sui conti ma non altrettanto solerte con il suo paese d’origine, che negli ultimi 10 anni ha sforato tranquillamente il limite deficit/PIL senza che l’attuale commissario europeo, già ministro delle finanze di Hollande e quindi corresponsabile del deficit, dicesse nemmeno una parola.

Tornando alla questione dei gendarmi maldestri, l’episodio in realtà non è né casuale né isolato.

Oltre a quest’ultimo, documentato dalla DIGOS, sono noti almeno altri tre episodi: quello clamoroso dell’irruzione alla stazione di Bardonecchia nel marzo scorso, la mai chiarita sorveglianza della piazza di Airole da parte di gendarmi francesi a giugno ed infine il 2 agosto a Cesana Torinese, a due chilometri dal confine, il fermo con controllo dei documenti di due cittadini italiani da parte di quattro militari armati in mimetica e giubbotto antiproiettile, “verosimilmente francesi” secondo al Procura di Torino, che intimavano anche di non riferire l’accaduto.

In molti, comunque, dalle parti di Claviere e Bardonecchia raccontano che i controlli della polizia francese in territorio italiano non sono affatto rari.

Sui fatti la Procura di Torino ha aperto fascicoli ed emesso ordini di investigazione europei, sino ad ora però rimbalzati contro il muro di gomma delle autorità d’oltralpe che, ad esempio, non hanno ancora comunicato nemmeno i nomi dei responsabili dell’episodio di Bardonecchia.

In pratica i simpatici cugini transalpini si sono bellamente abituati a trasportare i propri comodi a casa nostra, a fare i furbi quando vengono beccati ed a indignarsi a comando quando gli conviene e solo per quello che conviene a loro.

Potendo contare, oltretutto, sull’adulazione e le amorevoli carezze dei collaborazionisti nostrani, sempre provinciali, in cerca di modelli di rifermento che possano riempire il vuoto pneumatico di idee Sia quelli che vedono (illudendosi) nel marito di Brigitte un modello vincente per la sinistra nostrana, sia quelli che lo considerano (illudendosi anche loro) la speranza dell’Europa dei mercati.

D’altra parte i Francesi erano soliti trattare con l’imbelle ed inconcludente Gentiloni, che offriva la resistenza del burro tiepido: sempre servizievole e a disposizione, come quando aveva addirittura ceduto, spontaneamente e senza contropartite, una bella porzione delle acque territoriali italiane.

Una decisione inspiegabile, contraria all’interesse nazionale e fortunatamente mai ratificata dal Parlamento che però a Parigi avevano unilateralmente considerato già esecutiva, mandando la loro marina a sequestrare illegalmente in acque ancora italiane un peschereccio di Sanremo.

Anche in quel caso parlarono di “errore”.

Una scusa buona per tutte le stagioni.

Vedremo se il cosiddetto governo del cambiamento riuscirà a cambiare almeno questo andazzo.