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Non manca giorno in cui i berlusconiani remoti o di fresca ed incerta acquisizione non commettano errori o operino per danneggiare gli interessi, i costumi, la mentalità e la tradizione storica del nostro Paese.

Giovedì l’ex enfant prodige di F.I., già delfino in pectore con la prestigiosa carica di ministro degli Esteri, Franco Frattini, in veste di presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato, enfaticamente ha sancito il “via libera” ai formulari pratici , grazie ai quali “entro Ferragosto si potrà costituire la prima unione civile davanti ad un Comune”. Ha tenuto poi ad irridere a quella timida barriera, che alcuni intendevano innalzare con l’eventuale obiezione dei sindaci, come un falso problema.

Sempre in settimana il Senato ha negato con voto segreto l’uso delle telefonate di Berlusconi con le signorine, definite “olgettine”. L’episodio , svoltosi su un tema al massimo volgare e pruriginoso, ha provocato uno scontro PD – M5S, accusatisi vicendevolmente per l’appoggio determinante. Si tratta di una pagina squalificante, tale da gettare ombre e perplessità su ogni futura mossa della sedicente opposizione centrista.

Il culmine desolante della confusione si è toccato con l’apparizione e subitaneo ridimensionamento del preteso e presunto “salvatore della patria” Stefano Parisi, già raggiunto da un centrato giudizio di www.destra.it.

La gazzetta di famiglia lo considera il progettista di un “mix che può accontentare ed accogliere ogni anima perduta del centrodestra, fornirle mezzi e il conforto di un recinto moderato, così da accedere al recinto del potere. Un potere che rinnovi l’Italia. Sempre sotto la guida del Cav. [non più in pericolo di vita], naturalmente, padrone delle fondamenta e committente del progetto”.

La carrellata appare incredibile, come se il tempo non fosse trascorso, come se tutti non avessimo vissuto, molti, come il sottoscritto, senza condividerla, la nascita, la crescita, il primo trionfo, la caduta, la rinascita, il secondo fallimento dell’autocrate, capace di sacrificare solo i vassalli di “destra” mentre gli altri, i leghisti, risultavano abili a sfuggire alla trappola mortale. Ora dopo l’incredibile appoggio recato, con tutto quello che si muoveva e si muove alle spalle, al giovanotto toscano con la nefasta legge elettorale, tenta di riemergere camuffato dietro l’ex direttore generale della Confindustria, le cui debolezze ideologiche, le cui genericità programmatiche ed i cui intendimenti fumosi sono stati intercettati e segnalati dalla Meloni.

Parisi formula o, meglio sarebbe dire vista l’aria spocchiosa, detta una road map” , un decalogo, banale, ripetitivo, addirittura ricantato, volto ad un confronto – scontro con il dilettantismo grillino, condotto con l’individuazione di “persone, competenze e idee credibili”. E’ la linea del primo Berlusconi, sconfitta con scelte umane sbagliate, con programmi sfocati e scombussolati e immancabili forzature personalistiche.

Sulla pericolosità del disegno reca una prova lampante, del tutto involontaria, un’altra nota de “Il Giornale”, che rileva il favore di Renzi per Parisi, considerato “un elemento stabilizzatore non solo del centrodestra ma dell’intero quadro politico”. All’incensamento contribuisce l’ultra maturo “Giamburrasca” Feltri, il cui quotidiano “Libero” non ha certamente smarrito la vena hard dell’edizione on line posseduta con il predecessore Belpietro.

E’ un “gioco delle parti” da asilo nido, disattento alle conseguenze sul panorama politico, in cui incidono con dimensioni sempre più dilaganti /devastanti , il grillismo e l’astensionismo. Il secondo possiede, o meglio è ricco di ragioni da recuperare ed interpretare seriamente, se si vuole segnare una inversione di tendenza nella situazione presente e futura del paese.