Mattarella e Pahor a Basovizza e a Opicina. Già tutta la manfrina intorno all’incendio del Balkan è storicamente esplosiva e fumosa, proprio come il materiale che gli sloveni detenevano all’ultimo piano e l’incendio in quella sede scaturito. Ma, va be’, in periodi di inginocchiamenti, una menzogna in più o in meno, perfettamente seguita dalla dovuta genuflessione, non fa scandalo.
Quello che è politicamente perverso è il riconoscimento di “martiri” da parte delle istituzioni ai terroristi della “Revolucionarna organizacija Julijske krajine”, T.I.G.R., responsabili di azioni violente quali attentati dinamitardi, omicidi, assalti a pattuglie, incendi e sabotaggi a danno di militari e civili, italiani e sloveni, anticomunisti.
A questo punto, Mattarella, dia un segno di pacificazione nazionale: dopo la piazza per il ragazzo Carlo Giuliani a Genova, perché non qualche monumento equestre, qualche parco pubblico, quale strada trafficata ai martiri delle Brigate Rosse e di Prima Linea, assassinati dai Carabinieri e della Polizia, servi dello stato borghese e reazionario. Dai! Mattarella…facci godere.
E poi, il massimo. Con la potenza di fuoco della nostra diplomazia, una bella statua di Guglielmo Oberdan a Vienna? Ci vorrebbe in nome del “vogliamoci bene”.