Non apprezzo, non mi piace la volgarità. Tanto più in politica. Tanto più se il battutista è un caro amico. È il caso di Massimo Corsaro, uomo raffinato e intelligente scivolato su un inutile post. Peccato, perchè con la sua malagrazia ha dato modo ad un personaggio imbarazzante e ben poco amato come Lele Fiano, promotore di una legge folle, di atteggiarsi a vittima del fascismo, nazismo, razzismo, antisemitismo e altre amenità assortite. Una somma di sciocchezze.
Cerchiamo di ragionare. Corsaro, spirito libero e impertinente, ha semplicemente definito il deputato del PD una “testa di cazzo”, un’opinione ruvida ma, a quanto sembra, condivisa da un gran numero d’italiani d’ogni sentimento e religione (compresa quella israelitica).
Siamo onesti, Fiano, purtroppo per lui, non è amato da nessuno: negli anni la comunità israelitica (gente seria) lo ha messo a margini, i dem milanesi (meno seri ma non stupidi) non lo hanno candidato a sindaco di Milano e Renzi (non serio ma sveglio…) lo ha abbandonato mestamente tra i peones del PD. Ovvio che l’abbacchiato Lele ha cercato nel famigerato bagnino di Chioggia e nei nazitonti di turno la sua ultima chance di visibilità…
Cose note, risapute, ma il buon Massimo non ha saputo trattenersi e ha calcato la mano. Sbagliando. Le barzellette, fulminanti e crudeli, sui circoncisi e dintorni sono riservate agli umoristi yiddish: i Marx Brothers, Jerry Lewis, Mel Brooks , Gene Wilder e Woddy Allen. Solo loro possono ridere e fustigare i vizi e difetti del “popolo eletto”. A Corsaro, siculo-lombardo, tutto ciò non è permesso ed ecco, allora, le condanne di Renzi, Boldrini, Serra e compagnia cantante.
Intanto, la comunità ebraica se ne frega e preferisce ridere con Woddy sulla circoncisione (e i circoncisi) rivedendo “Harry a pezzi”….