La stampa cattolica, nelle sue attuali dimensioni minimali, non trascura occasione per una rivisitazione critica, se non fondamentalmente acrimoniosa, di figure e di vicende,appartenenti ai decenni trascorsi e magari conosciute in una luce insopportabile per le gerarchie ecclesiastiche dei nostri anni e per l’immagine del pontificato di Francesco.

Un esempio pregnante è costituito da un articolo, apparso in occasione del 40° anniversario della scomparsa di padre Riccardo Lombardi (14 dicembre 1979). Senza insistere sui contrasti profondi ed eloquenti con lo stesso papa Giovanni XXIII, segnalati nella “voce” del “Dizionario biografico degli italiani”, vol. 65°, si è ripescato con trasparente ma innegabile fastidio il “microfono di Dio, fieramente anticomunista e notissimo per la sua capacità di radunare folle oceaniche già dal secondo dopoguerra”.

Il giornalista, che, dopo averlo fatto, ridimensiona la contrapposizione con il pontefice bergamasco, lamenta che “questo predicatore straordinario è stato a lungo oggetto di approcci storiografici poco comprensivi della sua figura assai più complessa” e insiste in un’analisi strumentale, allineata con quella dell’altro appartenente alla Compagnia ignaziana, ora Capo della Chiesa.

Nel contributo biografico è ridisegnata la composizione della famiglia, ricca di 7 figli (5 maschi e 2 femmine). Il padre Luigi, piemontese (1867 – 1958), è professore ordinario di fisica e di elettrotecnica prima a Napoli e poi lungamente a Roma. In termini rapidissimi è segnalata la sua nomina a senatore del Regno (e del regime).

 Fratello di Riccardo, minore di 5 anni, era Gabrio, accademico di materie romanistiche, segnato con “caratteri di fuoco” indelebili per avere osato “affrontare in prima persona, come presidente del comitato promotore, la campagna referendaria per l’abrogazione della legge introduttiva del divorzio” del 1974, origine del disfacimento del costume e della morale nostrana.

Per tornare al padre Luigi, carico di riconoscimenti italiani e stranieri (fu presidente anche della Commissione elettrotecnica internazionale), iscritto al PNF dal 31 luglio 1933, è proposto il 13 novembre 1938 dal ministro dell’ Educazione nazionale per la nomina al Senato per la categoria XVIII (“I membri della Regia Accademia delle Scienze, dopo sette anni di nomina (detta dei XL)). Il padre di Riccardo, di Gabrio, di Pia, alla Camera nella I legislatura nelle file democristiane, e nonno di Federico, per anni portavoce vaticano, è convalidato il 13 novembre 1939 e il 20 dicembre presta giuramento.

Tra il gennaio 1940 e l’agosto 1943 appartiene alla commissione dei lavori pubblici e delle comunicazioni e alla commissione dell’educazione nazionale e della cultura popolare.