Trentatré anni e nessuna verità. Sulla strage di Ustica è ancora buio fitto. Anche se la recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha condannato lo Stato italiano a risarcire i parenti delle vittime, rilancia la tesi del missile killer. E tornano sinistramente alla memoria le parole del fu presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. Il “picconatore” nel 2009, nell’ambito di una video intervista sui misteri del disastro aereo dal titolo “Sopra e sotto il tavolo” realizzata da Giampiero Marrazzo, rivelò che fu un aereo transalpino ad abbattere il jet civile. “C’era un aereo francese che si mise sotto il Dc 9 Itavia e lanciò un missile per sbaglio” – Dichiarò Cossiga.

 

 Non ho dato un grande contributo alla storia – disse l’ex-presidente  – ho solo raccontato quello che sapevo”. Cossiga nell’intervista contenuta nel documentario, svelò che l’allora capo del Sismi gli riferì che sarebbe stato un missile, lanciato da un caccia francese per colpire un aereo libico con a bordo Gheddafi, ad abbattere il Dc9 Itavia sulle acque di Ustica. In sostanza, secondo alcune ricostruzioni, il volo civile sarebbe stato coinvolto, suo malgrado, in una imboscata tesa da Mirage di Parigi al volo che riportava il Rais a Tripoli. In quegli anni, peraltro, i rapporti tra Francia e Libia erano particolarmente “caldi”, erano gli anni in cui i due Paesi si scontravano nella guerra in Ciad e Gheddafi per l’Occidente era il nemico pubblico numero uno. 

 Al termine dell’intervista, ancora visibile su youtube, il presidente emerito disse al giornalista di nutrire sfiducia sulla possibilità che in futuro sarebbe stata fatta chiarezza: “Credo però che non si saprà mai nulla di più – disse – La Francia sa mantenere un segreto e si è sempre rifiutata di rispondere alle nostre domande. L’altro Stato coinvolto è l’ex Unione Sovietica” aggiunse. “I francesi non lo diranno mai. E se qualche giornalista insiste – concluse – chissà che non abbia un incidente d’auto”.  Nello stesso video, l’atteggiamento dell’ex ministro Gianni De Michelis, che parlò di vicende che la gente è bene non conosca, conferma il sospetto che dietro la strage ci sia una verità inconfessabile per “ragion di Stato”.