Prosegue in Slovenia la scoperta dei crimini di guerra yugocomunisti consumati alla fine della guerra. L’ennesima fossa comune è stata ritrovata  a Mokrica, durante i preparativi per la costruzione della centrale idroelettrica di Mokrica. In un vecchio fossato anticarro sono stati esumati i resti di almeno 139 persone. Secondo gli esperti si tratta di tre differenti fucilazioni: 32 persone nel primo gruppo, 27 nel secondo e oltre 80 persone nel terzo.  Il primo gruppo era composto prevalentemente da soldati mentre il secondo gruppo era formato soprattutto da civili tra cui, come confermano gli oggetti ritrovati – forcine per capelli, scarpe da donna – molte donne.

Il terzo gruppo era formato da prigionieri di guerra sloveni, tedeschi e croati. Gran parte delle vittime nei primi due gruppi erano calzate mentre quelle del terzo erano a piedi nudi. Alcune delle vittime erano certamente nude con addosso solo le mutande. La maggior parte degli scheletri ha mani ben legate sulla schiena. Le vittime furono uccise da maggio a fine ottobre 1945 da unità del Corpo di difesa nazionale sloveno della Jugoslavia, il cosiddetto Knoja. I solerti boia comunisti di Josif Broz Tito.