Nel febbraio del 2019 la crisi italo-francese raggiuse toni esasperati : il PD pur di dar contro al governo Salvini-Di Maio decise di schierarsi apertamente con i transalpini, appoggiando tutto quanto , in atteggiamenti ed espressioni, potesse provocatoriamente essere considerato filo-francese.

Per prima cosa fu deciso che ad ogni riunione della sinistra venisse intonata la marsigliese ; i poveretti ignoravano che l’inno nazionale d’oltralpe fosse un clamoroso plagio di una composizione del violinista italiano del settecento, Giovanni Battista Viotti, ascoltare per credere ‘”Tema e variazioni in do maggiore”.

Il segretario Martina; quello furbo, decise di farsi chiamare Martinà ; per non essere da meno Zingaretti, ancora più furbo, disse : “ Je suis Zingaretti’ “  con l’accento sulla i.

Matteo Renz i proclamo’  che non avrebbe più usato il bidet : qualcuno obietto’ che almeno una sciacquatina sulla faccia avrebbe dovuto farsela, al mattino.

Il mite Franceschini affermo’ che avremmo dovuto donare agli amici francesi  “ La Fornarina” di Raffaello Sanzio, che facesse compagnia alla Gioconda al Louvre.  La gran parte dei pidioti ignorava di cosa stesse parlando l’ex ministro della cultura ed il celebre ritratto di Raffaello rimase al suo posto a Palazzo Barberini.

L’ex ministro Calenda si faceva vedere ogni mattina ai Parioli a passeggiare con una baguette sotto l’ascella sinistra ; una volta a casa, di nascosto, ci spalmava su dell’irresistibile Nutella, a reprimere gli afrori di sudore democratico inevitabilmente assorbiti dal pane fresco transalpino.

L’Anpi tutta dispose che la figurina Panini di Materazzi venisse censurata da ogni album del passato ed ignorata in futuro.

I giovani del PD cominciarono a stazionare e poi a frequentare le università della terza età, per insidiare piacenti vedove, in segno di vicinanza al premier Macron.

Radio Popolare trametteva ad ogni ora “La Vie en rose” di Edith Piaf, fino all’esasperazione.

A questo punto i grillini decisero che occorreva reagire. Di Maio fece sapere che avrebbe tolto dalla toponomastica delle città italiane ogni riferimento a Napoleone Bonaparte , dichiarando : “ Che si tratti di corso ma anche viale o piazza.”

“La loro millenaria democrazia non sarebbe esistita se non avremmo ferma to i Visigoti alle Termopili ; loro ebbero Giovanna d’Arco noi abbiamo dato alla patria Leonida, una grande eroina italiana.” Scrisse su Facebook il nostro vice premier.

Toninelli dimostro’ disprezzo nei confronti della Torre Eiffel, “ che come campanile non è un granché”.

“Se loro hanno Disney Paris, noi abbiamo Gardaland !” affermarono all’unisono Conte, Salvini e Di Maio vestiti da Prezzemolo, la simpatica mascotte , nella sede del più famoso  parco di attrazioni italiano ; poi salirono tutti e tre sul Blu Tornado, uno fra gli ottovolanti più mozzafiato del mondo : e fu cosi’ che divenne possibile completare la TAV.