Stamane in Aula si è dibattuto di mozioni “volte alla tutela della libertà religiosa con particolare riferimento ai cristiani ed alle minoranze perseguitate”.
In breve, si calcola che – ogni anno – un numero compreso tra 100.000 e 160.000 cristiani siano uccisi nel mondo solo per l’adesione al loro culto, e che il 64% dell’umanità viva in Paesi che limitano fortemente o addirittura impediscono la libertà religiosa e di coscienza.
Non possiedo il dono della Fede, per chi mi segue è cosa nota. Tuttavia questo dato è impressionante, da qualunque angolatura lo si legga.
Una volta di più, la sinistra si è distinta per il suo strabismo culturale, rigettando le mozioni proposte da Fratelli d’Italia e dalla Lega, perché usiamo il termine “cristianofobia”, che trovano “un po’ forte” (mentre certamente omofobo è chi manifesta fastidio di fronte alle Drag Queens che ballano per le strade con le chiappe di fuori), e perché parliamo di principio di reciprocità nelle relazioni e scambi commerciali da limitare ai soli Paesi che riconoscano la libertà di espressione religiosa.
Questo è, per davvero, il tema dei temi: il fatto che l’Occidente accetti supinamente di subire ogni forma di oltraggio verso i simboli della propria civiltà, sentendosi invece colpevole per le condizioni di vita di chi si è strutturato secondo altri modelli, è l’ignobile resa di un sistema vigliacco, incapace di difendere la propria storia, e la propria stessa ragion d’essere.
Non sta a me richiamare il grido di Ratzinger a Ratisbona verso l’Occidente che non crede più in se stesso, ma – forse – qualche Altissima voce, che oggi miete grandi successi mediatici grazie ad un messaggio uni-direzionale terzomondista e relativista, dovrebbe assumere in modo più evidente il ruolo di “capitano della Sua squadra”.
Questo atteggiamento passivo e subalterno, non fa che rafforzare in questa gente il convincimento che noi siamo dei rammolliti in cui la loro volontà egemonica può affondare come lama nel burro.
Pensateci, ogni volta che cercheranno di commuovervi con il finto buonismo/pauperismo da un tanto al chilo.
Pensateci, ogni volta che un preside di una scuola accetterà di togliere un crocefisso o il direttore di una mensa toglierà un tipo di cibo per non offendere chi pretende di mettere le regole di casa sua nella nostra.
Pensateci ogni volta che, dietro la scusa dell’assistenza a profughi e rifugiati, riempiranno le vostre città di gente che non manifesterà alcuna volontà di accettazione delle nostre regole e di integrazione ai sistemi di vita verso i quali invece cercano di approdare, in barba ad ogni legge.
Pensateci, ogni volta che qualcuno – a casa vostra – vi oltraggerà in nome del suo dio, nello stesso momento in cui al suo Paese qualcuno verrà ucciso perché professa altra Fede.
Pensateci, ogni volta che vedrete una donna circolare per le nostre strade avvolta come fosse un cotechino da bollire e cercheranno di dirvi che è una sua libera scelta, mentre il suo uomo guarderà un’occidentale come una donnaccia, magari da aggredire e stuprare se ne capita l’occasione.
Pensateci, se vi sentite orgogliosi di una civiltà che ha costruito un sistema di assistenza, solidarietà, istruzione, libertà di espressione, di circolazione e di culto. Che ha scritto la storia, che ha regalato al mondo magnificenze artistiche e culturali. Che ha fatto progressi nella ricerca scientifica raddoppiando in pochi secoli l’aspettativa di vita media.
Pensateci, ogni volta che godrete dei diritti civili che la nostra civiltà ha saputo e voluto darsi, riuscendo a costruire modelli di vita che altri odiano per livore ed invidia, il più meschino dei vizi capitali.
Pensateci, quando andrete a votare.