L’Italia ormai è ridotta a pianeta perduto nello spazio infinito, dove tutto può accadere, a condizione che non sia limpido, lineare, trasparente, rispettoso dell’interesse collettivo. Una carrellata sugli avvenimenti degli ultimi giorni dimostra lo stato confusionale in cui le istituzioni, a cominciare dal presidente Mattarella, costringono a vivere il Paese con la chiara intenzione di punirlo dopo l’incredibile voto del 4 dicembre. Per istituzioni si intende il solo capo dello Stato, perché oltre non esiste nulla se non la Corte costituzionale, la quale sta fabbricando nelle “secrete stanze” una legge elettorale “ad uso dei potenti” e preparando la bocciatura della richiesta di referendum sull’art.18.

La battuta non è meramente polemica se si vanno a conoscere, cosa che hanno fatto in pochissimi, i 15 membri della Consulta. Oltre a professori di storia del diritto medioevale e moderno, diritto del lavoro, ex magistrati ordinari e contabili, non accreditati per la soluzione di un tema tanto scottante, figurano 5 docenti di diritto amministrativo e costituzionali, tra i quali spiccano due, che probabilmente hanno “il pallino nelle loro mani”, amici e sodali delle parti in causa, il centro berlusconiano e la sinistra “renziana”, che rispondono ai nomi, sempre alla ribalta negli ultimi 40 anni, di Giuliano Amato e Augusto Barbera. Aspettiamocene ora delle belle da due tipi del genere.

Anche la stampa porta il suo fardello di responsabilità, incapace di assumere e mantenere un ruolo terzo, estraneo ed obiettivo sulle vicende morali e politiche. Due esempi valgono pesantemente. Il giorno di Natale il Santo Padre si è finalmente accorto della persecuzione in corso nel mondo contro i cristiani ed il “Corriere della Sera”, nel primo numero successivo, quello del 27, ha confinato la notizia non marginale ma di certo scomoda per i liberals, di spalla in 13° pagina.  E’ esplosa finalmente, dopo decenni di interventi inutili, la crisi della banca rossa per eccellenza, che costerà all’erario , cioè alla collettività, 20 miliardi di euro. Né la “Stampa” , né il “Corrierun” né “Repubblica” né “Avvenire” né l’ormai acquisito “Giornale” hanno richiesto l’accertamento delle responsabilità e l’individuazione dei colpevoli sia del MPS sia della Banca Etruria. Il presidente dell’istituto senese, dall’alto del suo sperimentato senno, ha sentenziato che “lo Stato con Monte dei Paschi di Siena si è mosso con solerzia e in modo encomiabile”. Peccato che le stesse frasi non possano essere usate dal 1 milione e 131 mila minori, che – tanto per segnalare persone disagiate – nel nostro Paese “soffrono a causa di una povertà ogni giorno più grande”.

Dell’obnubilamento del quadro politico con il sostanziale irretimento delle opposizioni, impegnate in giochi legati ai propri interessi personali e familiari (Berlusconi), meschini e velleitari (Salvini), è dimostrazione l’eco formale , basso e mortificante dei 4 scandali, che hanno visti protagonisti con il loro dilettantismo e con la inalterata spocchia degli appartenenti alla “sala dei bottoni”, 4 occupanti poltrone nel traballante carrozzone gestito dal “conte”: tale Fedeli. Poletti, Lotti e Minniti, assolutamente irresponsabile.

In questi giorni poi è apparso un pamphlet, come tutti quelli forniti di analoghe intenzioni, inconcludente, sbilanciato a sinistra e carico di veteroantifascismo, curato da 2 redattori di “Sky 24”, il che spiega le riserve formulate. Si intitola questa fatica di Filippo Maria Battaglia e Paolo Volterra, Bisogna saper perdere . Sconfitte, congiure e tradimenti in politica da De Gasperi a Renzi, Torino, Bollati Boringhieri. Per la verità inizia con il fallimento di “Fessuccio Parmi” e si conclude con il toscano, “che finge l’addio ma prova a mantenere il controllo su poltrone e programmi”.

Un aspetto del tutto deteriore e censurabile del libello è rappresentato dalla sezione “Libri”, stilata in ordine alfabetico degli autori e non in ordine cronologico di pubblicazione delle opere, come sarebbe scientificamente opportuno ed in questa sede giornalistica indispensabile.