Si è aperta in queste ore a Roma l’edizione di Atreju 2013.

Un appuntamento che negli anni ha saputo crescere da festa del movimento giovanile di Alleanza Nazionale ad appuntamento imprescindibile alla riapertura della stagione politica.

Non solo e non tanto una vetrina o una sfilata di ospiti ma un cuore palpitante di passione e di buona politica, che nasce dai ragazzi e si trasmette ad ogni generazione.

C’è n’è bisogno più che mai oggi, in una fase in cui le priorità della Nazione sembrano scomparire dall’agenda, rimpiazzate dalla folle corsa della sinistra giustizialista verso l’eliminazione definitiva del proprio avversario politico e dalla incapacità del maggiore partito di centrodestra di uscire dall’alternativa secca tra l’inciucio e un nuovo piazzale Loreto.

In questo quadro deprimente, con Atreju proveremo a dare spazio alle idee.

Nasce così la Terza Guerra, il tema di questa edizione. La guerra della grande finanza contro i popoli, della speculazione contro il lavoro, dello sradicamento contro le identità. E allora rimettiamo al centro i grandi temi: Europa, giustizia, famiglia, riforme, italianità.

Ma l’edizione 2013 si è caricata di aspettative a cui vogliamo tenere fede.

C’è grande attesa per il duo Meloni-Tosi così come per l’appuntamento di domenica sulla “cosa vera”.

Siamo convinti che il centrodestra debba ripartire dai territori, dalla buona politica, dalla partecipazione della gente e dalla trasparenza totale.

Per noi che lo andiamo dicendo da un po’ sembrano quasi slogan ritriti ma la quotidianità ci da continui esempi di come questi principi vengano costantemente calpestati.

E allora vogliamo conquistarci le primarie del centrodestra, quel grande momento di confronto e rilancio vergognosamente abortito lo scorso dicembre e che ora appaiono indispensabili (e ineluttabili) di fronte all’attacco finale che, comunque vada, comprometterà definitivamente la possibilità per il centrodestra stesso di schierare Berlusconi come proprio alfiere.

Non ci sono ticket prestabiliti né partiti da fare insieme… Sono elucubrazioni che lasciamo ai giornalisti. C’è però la voglia di affermare insieme quei principi di partecipazione, meritocrazia e radicamento che soli possono stare alla base della nuova fase storica che sta per aprirsi.

Allo stesso tempo, dopo tante chiacchiere e tanti appelli alla ricomposizione della destra, vogliamo far partire da Atreju un grande progetto di aggregazione per un nuovo centrodestra a testa alta.

Basta con la corsa di ognuno a crearsi la sua sigletta per posizionarsi, basta con le rendite di posizione e i personalismi.

Fratelli d’Italia ha avuto il coraggio di rompere con il PdL rischiando tutto. Abbiamo dimostrato con i fatti che non eravamo una lista civetta voluta da Berlusconi per raccattare qualche voto a destra ma qualcosa di molto più ambizioso e quindi pericoloso. Non abbiamo votato Napolitano, custode delle larghe intese, e facciamo un’opposizione con la schiena dritta al suo figlioccio  Letta.

È in virtù di queste scelte, e del consenso ricevuto alle Politiche e poi alle amministrative, che Fratelli d’Italia ha il diritto e il dovere di guidare il processo di riaggregazione della destra fuori dalle secche della marginalità politica e delle tante scelte sbagliate o non fatte degli ultimi anni.

Lo faremo a partire da Atreju, parlando non soltanto al mondo degli ex An ma anche a quelle tante donne e uomini liberi che non si sono rassegnati al declino e alla impossibilità di costruire una Destra credibile e coraggiosa.