Quando nel gennaio del 2015 il terrorismo dei fondamentalisti islamici colpi’ Parigi, i grandi esperti di politica estera dell’Amministrazione Obama affermarono che il terrorismo internazionale rappresentava la “nuova normalità”, che occorreva convivere d’ora in poi con l’idea che di quando in quando qualche attentato sarebbe potuto capitare e qualche bomba esplodere nelle nostre città. Dovevamo rassegnarci e ridimensionare il nostro ottimismo e le nostre aspettative di qualità della vita in Occidente. Il presidente Obama fece ancor più suo questo concetto liquidando gli attentatori come “un branco di violenti e feroci fanatici che tagliano le teste e sparano a caso su un gruppo di persone in un minimarket parigino.” Naturalmente non si trattava di un minimarket ma di un supermarket kosher e le persone non erano un gruppo a caso , ma cittadini ebrei, colpiti ed uccisi proprio per questo, per odio religioso, cosi’ come i redattori di Charlie Hebdo, non erano giornalisti sfortunati ma vittime scelte con cura.


Quando a seguito dei recenti attentati di Pasqua in Sri Lanka , dove morirono circa trecento fedeli cristiani, anche i politici “liberal” furono costretti a commentare la notizia, l’ex presidente Obama defini’ i cristiani come “adoratori della Pasqua”, seguito a ruota dalla Clinton che uso’ lo stesso raccapricciante eufemismo. Le vittime cristiane apparivano nei loro tweet non come fedeli uccisi durante una messa ma persone casualmente coinvolte negli attentati. Sul dolore per le vittime cristiane, molti i bambini, prevaleva il rammarico per i musulmani “buoni” messi a disagio dai musulmani “cattivi”.


In Italia l’atteggiamento politicamente corretto nei confronti degli immigrati che uccidono e massacrano nostri connazionali va nella stessa direzione che i ricchi “liberal” statunitensi seguono nei confronti del fondamentalismo islamico. Sul profondo e naturale cordoglio che si dovrebbe provare verso giovani donne italiane stuprate, torturate, uccise e poi decapitate prevale nella sinistra tutta, con sfumature diverse, la preoccupazione di giustificare gli assassini perché immigrati, perché si dovrebbe altrimenti ripensare tutta la politica dei “porti aperti”.
“In fin dei conti se la sono andata a cercare, queste ragazze tanto imprudenti” oppure “D’altra parte questi migranti possono anche avere qualche giustificato motivo per essere depressi e violenti”: farneticazioni di questo tipo le hanno pronunciate tanto i fessacchiotti di qualche centro sociale quanto illustri intellettuali radical chic.


I compagni si commuovono, come è giusto che sia, per la fotografia del bambino trovato morto su una spiaggia nel disperato tentativo di fuggire da una realtà di guerra o di miseria ma poi pubblicamente auspicano che ci possa scappare il bambino morto anche su una qualsiasi nave Ong per poter avere il pretesto di attaccare Salvini.
Sulla vicenda di Bibbiano , uno scandalo non casuale ma logica conclusione di una politica ideologica volta a sopprimere la istituzione Famiglia per affermare teorie “gender free” care alla sinistra, si arriva ad accusare la destra di strumentalizzare il caso.
“ Bibbiano è stato un teatrino di fake news inventato dai network di estrema destra. Una cosa molto grave è stato il cappello che ci hanno messo Salvini e Di Maio. Questa propaganda politica SU 6 BAMBINI (sic!) rappresenta il punto più basso della storia politica del nostro paese.” Questa terrificante affermazione non è di un centro sociale fanatizzato ma porta la firma del PD del Lazio.
Non avvilente come il tweet del PD laziale ma certamente imbarazzante è stata la dichiarazione del Procuratore Capo di Reggio Emilia, la rossissima città emiliana, tal Mescolini, che in una sua conferenza stampa sembrava preoccupatissimo nel puntualizzare che nei confronti dei bambini di Bibbiano “non veniva usato l’elettroshock ma solo uno strumento volto a rilasciare scariche elettriche sui minori”. Cosa volete che siano, delle scariche elettriche su dei bambini ? Normale, una piccola scarichetta, dai , ogni tanto, perché no?
Guardatevi le facce imbarazzate dei due carabinieri, seduti ai lati del procuratore, che vorrebbero e non possono parlare.


Ed a proposito dei nostri servitori dello Stato, di quelli che ci difendono ogni giorno dai tanti amici della sinistra, la notizia del sacrificio a Roma di un vice brigadiere ha sollecitato i più bassi istinti di tanti compagni.
C’è chi in un tweet , con purtroppo tanti “like”, ha inneggiato alla scomparsa del carabiniere, intingendo la sua penna nell’odio più brutale e mostrando tutta la sua miseria morale : “Uno in meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza.” E’ avvilente apprendere che l’autore è una insegnante.
In altri siti più autorevoli , più radical chic, ha prevalso sul cordoglio per la morte di un uomo, la soddisfazione di aver preso “in castagna” Matteo Salvini e Giorgia Meloni, rei di aver usato parole di condanna molto dure nei confronti degli assassini, credendoli nordafricani, attingendo ad informazioni diffuse inizialmente da organi di stampa autorevoli e di sinistra.


E cosi’ , nel gioco macabro di chi strumentalizza di più, il povero vice brigadiere Mario Rega, è diventato improvvisamente per la sinistra quello che dovrebbe essere per tutti : un uomo a cui si deve rispetto , onore e gratitudine.