Era ora! Era veramente e finalmente l’ora che qualche osservatore politico, qualificato ed autorevole, “rompesse il ghiaccio”, denunziando, seppure in maniera parziale e miope, l’Unione Europea, priva ormai, ma non da oggi, di “alcuna presentabilità e credibilità politica”.

Galli della Loggia, nell’editoriale L’irrealtà politica sul baratro. Il cuore della nostra crisi sta solo per una metà nei propositi scervellati del governo, paragona l’eurocommissario Moscovici all’ultimo segretario del PCUS, che diceva, a suo avviso, cose giuste in nome di un’entità politica, prossima ad “esalare l’ultimo respiro”.

Il collega, nel pronosticare la probabile vittoria delle forze nazionalpopuliste, sulla cui possibilità di coagularsi e di assumere una linea unanime, chi scrive esprime le più profonde riserve, segnala “il carattere ormai quasi comatoso” della crisi dell’Unione e “il marasma che domina i suoi vertici”.

Il limite dell’analisi di Galli, nell’occasione centrata, è rappresentato dalla mancata, decisa sottolineatura delle carenze, dei vuoti, e dell’inconcludenza cronica e congenita dei partiti (popolari, socialisti e marginalmente liberali) da sempre padroni dell’Unione Europea.

I risultati scadenti segnati in Germania, con il preoccupante ritorno dei Verdi, non dimostrano altro che le tare inguaribili dei popolari, cui spera di recare … linfa vitale e senno lucidissimo Berlusconi. D’altro verso la caduta alla prima occasione elettorale della meteora Macron, deludente ed inconsistente confermano la natura effimera e quindi l’inaffidabilità della sinistra snobistica ed elitaria. La crisi fallimentare dei socialisti e in Francia e in Germania è consolidata ed irreversibile, così come lo è stata in Italia.

Galli individua, non senza fondamenti, che “il cuore vero della nostra crisi sta solo per una metà negli obiettivi irrealistici, nei propositi scervellati e ne fare da gradassi del governo e dei suoi partiti. Per l’altra metà sta nell’irrealtà programmatica, nell’inconsapevolezza assoluta dei tempi, delle esigenze e dei modi loro propri, che regnano nel campo dell’opposizione” . Campo che vede trionfanti la confusione operativa nel PD e la arroganza in casa berlusconiana con il dissenso represso con metodi staliniani (Tajani contro Toti).

Il raggruppamento dei casaleggioti, ex grillini, si dimostra di minuto in minuto unicamente protestatario, di orientamento veterocomunista, classista e neo gruppettaro.

Resta arduo per non dire impossibile comprendere il senso e principalmente le ragioni della collusione, speriamo fragile e momentanea, tra questo elettorato, capace unicamente di straparlare, arrogante e perentorio, fautore isterico e violento di progetti anacronistici se non utopistici, e l’elettorato borghese, dei ceti produttivi e costruttivi, asse portante da sempre del raggruppamento di Salvini.