La rete è una roba stramba. Insidiosa e divertente. Intrigante e devastante. La rete è mondo virtuale, comodo e (per alcuni) molto redditizio. Il web è cosa da gestire con intelligenza e attenzione. Molta attenzione. Navigando capita talvolta di incontrare anche dei matti veri, come l’ex carabiniere Stefano Manni (nome d’arte Aquila nera, più o meno come Tex Willer….) che assieme ad altri sventurati — qualche nazistoide di provincia e un ex avvocato napoletano (cacciato dall’Ordine per truffa ed estorsione, un vero gentiluomo…) — spandeva sulla rete follie e sproloqui assortiti. Risultato: quattordici ordinanze di custodia cautelare per “associazione con finalità di terrorismo”.

Tra gli arrestati l’unico nome noto è quello del 94enne Rutilio Sermonti, una figura storica della cultura non conformista. La sua sola colpa è di aver donato a un sodale di “Aquila nera” una bozza di Costituzione — null’altro che la rivisitazione di uno schema giuridico pubblicato più di 40 anni fa sulla rivista Ordine Nuovo —, incoraggiando il giovanotto a “non arrendersi”. Tutto qua. Rutilio, uomo d’intelligenza straordinaria, nulla c’entra con i nazitonti e i loro deliri. Le loro stupidaggini. I loro incubi.

Intanto dai materiali resi noti dai giudici de L’Aquila emerge un quadro grottesco. L’ex caramba, nato nel 1966 ma autonominatosi parente di Gianni Nardi, morto nel 1976, operatore dell’OVRA, sciolta nel 1943, e commodoro supremo di un’improbabile Avanguardia Ordinovista (ignorando bellamente la freddezza che sempre caratterizzò i rapporti tra Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo), progettava telefonicamente la “rivoluzione armata”, fissando tramite FB i punti salienti: rapine mai avvenute, incontri mai conclusi, vendette assolutamente improbabili. Insomma, roba da gruppo TNT (quello di Alan Ford, a scanso d’equivoci), un caso perfetto per un reparto psichiatrico. Niente di più, niente di meno.

Torneremo sull’argomento. Nel frattempo godiamoci questa “banda nera” tutta natalizia. Jingle Bells, Jingle Bells…