Dammi, o Signore, un prete che non sia fine teologo, ardito di versetti chiosatore, discepolo di Kung e Maritain. Dammelo, ti prego, che indossi la talare e non il maglioncino con la zip, che non sfili in corteo che non arringhi piazze esagitate, che non conceda l’Ostia al transessuale se non pentito.

Dammi, o Signore, un prete che sia come quel prete che bimbi all’oratorio ci chiedeva: “Chi è Dio?” e noi rispondevamo recitando a memoria il Catechismo. Dammi un umile prete che dica verità di nostra fede come le han dette sempre: non voglio un nuovo prete col vezzo di sfiorare l’eresia e con i confratelli gareggiare, facendo sul Vangelo la sua glossa, a quello che la sparerà più grossa.

E’ vero che da qualche tempo in qua vige il “liberi tutti” nella Chiesa, ma non liberi tanto, o mio Signore, che il bene come il male abbia il sapore. E infine, dammi un prete che s’accontenti di quei comandamenti che Tu desti sull’Oreb: dieci son già gravosi per nostra vulnerata umanità, perché codesto undecimo si aggiunga: “Apri i confini, riempi d’Asia e d’Africa l’Europa, rinuncia alla tua antica civiltà”.