L’autore, nato nel dicembre 1950, è dal 2000 professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna. Eletto nel 2013 nelle liste del PD , è passato nel 2015 nel SEL e attualmente è nell’Art. 1 – Movimento democratico progressista. Le tesi, le affermazioni e le conclusioni contenute nel volume, a differenza di quanto hanno fatto e fanno Berlusconi, il suo foglio e l’altro “a luci rosse”, diretto da Feltri, schierati compattamente (vedi il caso Boschi) servilmente al fianco di Renzi (o ai suoi ordini), non vanno aprioristicamente respinte ma esaminate e valutate obiettivamente.

Una frase simbolo e sintesi è presentata nella IV di copertina: “Mai come oggi la pretesa che la politica abbia un rapporto con qualche elaborazione di pensiero è vilipesa e derisa. Mai come oggi la politica è tutta centrata sul fare e per nulla sul pensare. I risultati sono il discredito, la cecità, l’impotenza della democrazia. Semmai, è interessante ricercare le cause: che è appunto quanto si cerca qui di fare”. L’unanimità di giudizio è facilmente raggiungibile, anche se invece di “democrazia” sarebbe più definito e completo utilizzare il termine “sistema politico”.

Sorvolando sul numero eccessivo di pagine utilizzato per la ripresentazione di documenti elaborati da Galli nelle dispute della sinistra interna e considerando esagerato l’uso di un linguaggio professorale ossia tecnico, il volume nel suo insieme guarda ad una materia rozza, grigia e priva di spinte ideali, condizionata e posseduta unicamente dai calcoli di potere e dalle ambizioni.

Più volte Galli avverte che il mondo politico, l’opinione pubblica, la stampa sono piegati al toscano non per quello che è, cioè il vuoto, ma per quello che rappresenta e per i poteri dai quali è mosso. Per quanto forte e decisa sia la riprovazione sul Berlusconi di ieri e di oggi, la narrazione e la ricostruzione dei fatti e dei dibattiti portano a riconoscere che se l’egolatra lombardo nei suoi irripetibili anni si fosse comportato con il Parlamento similmente al suo sodale del Granducato, avrebbe ottenuto il risultato di mobilitare le piazze popolate da benpensanti pantofolai, assetati di potere, fautori del sì il 4 dicembre scorso, e la Conferenza episcopale italiana con mons. Nunzio Galantino.

Giorni or sono sull’analisi del quadro delineato da Galli e dal nostro settore d’opinione ha concordato opportunamente Stefano Passigli. Ha sottolineato il peso crescente della crisi dei partiti , divenuti sempre più “strumenti personali al servizio di un capo””, come dimostrato dalla comune situazione rassistica del PD, di FI, del M5S , ed ora, dopo la bulgara riconferma, dalla Lega. Passigli poi ha rammentato a Renzi, al solito e solo battutista, che per la normativa elettorale “l’onere della proposta è suo: essere maggioranza comporta oneri cui non può sottrarsi”.

Dopo aver rievocato la sudditanza italiana all’Europa, non può Galli non riconoscere che le dimissioni di Berlusconi nel novembre 2011 furono determinate dalle “pressioni internazionali per la sua inerzia nel varare le riforme pretese dai poteri economici europei”.

L’autore lascia nel lavoro giudizi e considerazioni accettabili, come nella frase “Renzi è incapace di convivere in alleanza con chi non sia del tutto smergebalterno”.

Il collega ha dei mesi prereferendari e del voto una visione parziale. Gli italiani “con la loro mobilitazione massiccia (che ha riassorbito anche parte della prevedibile astensione) e con il loro voto schiacciante” non si sono affatto preoccupati di difendere la Costituzione, per tantissimi sconosciuta, ma di scrollarsi di dosso l’insopportabile figlio dell’Etruria.

Il vederlo riemergere potrebbe dar luogo a fenomeni di rassegnazione ma potrebbe, considerati la rabbia e il disprezzo dilaganti, portare alle prossime elezioni ad una esplosione, irrefrenabile e di eloquentissima opposizione, dell’astensionismo con il rifiuto definitivo del sistema, personificato da Renzi, da Berlusconi e da Grillo.

 

 

 

CARLO GALLI, Democrazia senza popolo. Cronache dal Parlamento sulla crisi della politica italiana, Milano, Feltrinelli, 2017, pp. 219. €16,00.