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La politica, si sa, è l’arte di trovare una sintesi su posizioni programmatiche anche profondamente dialettiche, ma sul piano dei valori e dei principi etici, un politico, se è coerente, non può essere disponibile a mediazioni di sorta. E questa linearità l’ha dimostrata pochi giorni fa Alessandro Pagano, deputato nisseno del gruppo Area Popolare-Ncd alla Camera che in occasione del voto di fiducia sulla legge Cirinnà ha voltato clamorosamente le spalle al suo partito ed al governo Renzi votando “no” all’approvazione del ddl che istituisce anche in Italia le unioni civili e di fatto anche le adozioni gay. E dicendo “no” anche alla fiducia al governo.

D’altronde, oltre ad essere un politico con una grande esperienza maturata prima in Regione Sicilia, con deleghe pesanti quali Sanità, Bilancio e Beni Culturali e poi, dal 2008 a Montecitorio, Pagano in Forza Italia e nel Pdl, (suoi partiti di origine) ha sempre rappresentato l’anima più legata a certi valori e lo ha fatto da convinto militante di Alleanza Cattolica.

Onorevole Pagano, per lei il voto di fiducia sulla Cirinnà è stato un passaggio cruciale, la è risultato impossibile scendere a compromessi con la sua coscienza?

“Certamente. La mia formazione culturale mi ha impedito di ratificare una legge che apre ad una vera e propria rivoluzione antropologica giacché di fatto dentro la legge sono contemplate adozioni gay e utero in affitto. Per questo non mi sono limitato a votare contro la legge ma anche di non votare la fiducia al governo Renzi colpevole di avere messo il bavaglio al parlamento impedendo il dibattito con due fiducie alla camera e al senato, non consentendo il dibattito in commissione giustizia del senato e violando ripetutamente regolamenti e costituzione. Il “no” va anche al mio partito colpevole di avere avallato una scelta legislativa di facciata che lascia intatta la clausola di equipollenza fra le unioni di persone omosessuali e il matrimonio di persone eterosessuali come da articolo 29 della costituzione”.

In molti contestano anche la presenza di numerosi vizi nel testo che ne inficerebbero la costituzionalità…

“Esatto. Tutti i giuristi e costituzionalisti interpellati in audizione e fuori, sono stati tranchant. Il testo è inficiato di rilievi che nel corso dell’iter parlamentare sono stati ignorati nel nome di un approccio ideologico alla legge. Auspicherei che il presidente Mattarella ne tenesse conto è rimandasse il testo indietro alle Camere. È giusto che gli omosessuali abbiano diritti individuali. Ricordo che sono 1′ firmatario di una proposta di legge che riconosce in un Testo Unico tutti i diritti, peraltro già esistenti, alle coppie same sex quali accesso alle graduatorie comunale per le case popolari, diritti di successione patrimoniali o all’assistenza ospedaliera, visite in carcere, e un’altra trentina di diritti. in altre parole, tutti i diritti tranne la reversibilità e l’adozione. E invece le lobby gay e il partito democratico non hanno voluto una legge condivisa da tutto il parlamento e dal popolo italiano e hanno imposto con la fiducia una legge che tanto per fare un esempio discrimina le coppie uomo-donna non sposate in stabile convivenza, rispetto alle unioni civili omosessuali a vantaggio di quest’ultime. In tema di pensioni di reversibili oggi 1,4 milioni di coppie etero non sposate e con figli sono senza pensione reversibilità mentre le unioni gay potranno goderle. Più discriminazione di così !! Da questo momento in poi ci sono le prove che ad essere discriminate sono le famiglie naturali. Penso che il Pd pagherà elettoralmente cara questa arroganza”.

Eppure nel suo ormai ex partito si continua a sostenere che in fondo il testo elaborato da Monica Cirinnà rappresenta un buon compromesso tra le varie posizioni in campo…

“Sì, questo è quello che ha sostenuto il mio amico Angelino Alfano e i vertici di Ap, ma non è così. Insieme all’onorevole Sacconi (anche lui in uscita da Ap, ndr) avevamo spiegato in lungo e in largo dentro il partito che parificare le unioni civili e il matrimonio come da costituzione avrebbe determinato sentenze pro adozioni gay. Questo lo spiegava bene la giurisprudenza europea: ogni Stato è sovrano a casa sua e può fare la legge che vuole. Ma attenzione diceva la Corte Europea, se vengono riconosciuti gli stessi doveri, gli stessi diritti e gli stessi riti celebrativi anche l’ultimo diritto, quello delle adozioni, è conseguente. Ed è esattamente così che è andata. Da quando è stata approvata la legge nel primo ramo del parlamento, ci sono state ben cinque sentenze in tal senso. Alfano ha fatto almeno una ventina di dichiarazioni coerenti a quanto appena spiegato ma è bastato il diktat di Renzi a far saltare il quadro appena descritto. E mi consenta, grande è stata la costernazione e la delusione su questi fatti. La Cirinna è un ‘manifesto’ voluto e pervicacemente portato avanti dalle lobby gay per il tramite del Pd. Spiace che Ap non si è potuta o voluta opporre”.

Pensa quindi che sia il primo passo per aprire la strada alla cosiddetta “stepchild adoption” o all’utero in affitto?

“Certamente, avevano bisogno soltanto del primo passo per equiparare le famiglie eterosessuali a quelle omosessuali. Adesso il secondo obiettivo, già dichiarato, è quello dell’orrida pratica dell’utero in affitto. Uno scenario assolutamente inaccettabile. La donna che mercifica il proprio corpo vendendo ovociti in catalogo o il proprio corpo per la riproduzione di bambini altrove concepiti. E tutto questo approfittando delle loro povertà e con malattie certe a cui si esporranno per colpa del bombardamento di estrogeni cui devono essere sottoposte. La cosa terrificante è che queste donne sono pagate quattro soldi, mentre le agenzie multinazionali che manipolano i loro corpi guadagnano cifre iperboliche. Il sen. LoGiudice e Vendola entrambi del Pd/Sel hanno dichiarato di aver fatto con il loro partner, quello che ho descritto per cifre prossime ai 150.000 euro. Non è finita: quando il bimbo nascerà, non avrà mai una mamma. Tutte queste cose le chiamano diritti civili, ma sembrano pratiche della Germania nazista”

Quindi ci prepariamo ad organizzare, insieme agli altri partiti del centrodestra, un referendum abrogativo sulla legge Cirinnà?

“Guardi questo non sarà un referendum del centro destra contro la sinistra. Questo sarà un referendum di civiltà per abrogare il presunto diritto delle coppie omosessuali ad adottare. Stop. Dentro la sinistra ci sono milioni di persone che la pensano come me. Così come a destra ci sono persone che la pensano diversamente. Sulle adozioni gay il popolo italiano è contro al 76%. Nel nostro Paese c’è una coscienza civile radicata che su certi valori non scherza. Il fronte di civiltà sarà, come si suol dire, trasversale. E nessuno venga a dire che in Europa noi saremmo l’eccezione rispetto a Germania UK Francia Belgio Olanda e Spagna. E il resto d’Europa? Se l’Unione Europea è questa, che se la tengano loro. Abbiamo un motivo in più per dire no”.

Bene, a questo punto manca una domanda, fondamentale, non è che la sua battaglia contro le unioni civili lo sta riportando dritto dritto nell’alveo del centrodestra?

“Ma io da quell’area cultural-politica non sono mai uscito. Ho condiviso le scelte politiche nel Nuovo centrodestra perché nel 2013 poiché era finita in pareggio fra centro Destra, Centro Sinistra e Movimento cinquestelle, se non nasceva un governo di “solidarietà nazionale” saremmo andati di nuovo alle elezioni, cioè caos, spread alle stelle, disordini. Renzi e Alfano dovevano continuare, fino all’ultimo giorno di legislatura, a parlare di economia e temi emergenziali. Andando contro questi essenziali punti, per quanto mi riguarda, non possono essere più supportati. E poi Ncd fondò il suo atto di nascita sui valori della famiglia e della difesa della vita. Il tradimento di questi principi ha decretato il mio immediato “no”. Le assicuro che sono tanti che la pensano come me”.

E allora approfondiamo il tema. Il centrodestra attuale è in fase di profonda ristrutturazione. Anche le amministrative di giugno lo dimostrano, a Milano si corre uniti con Parisi, a Roma divisi tra Marchini e Meloni, lei come vede questo doppio modello?

“Guardi, io penso che il centrodestra deve riconquistare ampie fette di elettorato che stanno ai margini e magari non votano, ma che sono culturalmente parte di quell’Italia profonda, moderata e intrisa di valori cristiani. Ovvio che a Milano si è trovata la quadra, a Roma invece questo non è accaduto. Non mi esprimo su chi sia stato il responsabile che scientificamente ha generato questa differenziazione che certamente avvantaggia il candidato della sinistra e di Cinquestelle, le dico però che ai miei amici che risiedono a Roma e che mi chiedono chi votare spiego di scegliere un candidato che ha una storia pro-Life e pro-Family. Osservando il reale è evidente che Giorgia Meloni su questi temi ha una sensibilità che parte da molto lontano e anche recentemente l’ho vista votare in parlamento convintamente contro le unioni civili, nonostante il ‘pancione’ e la campagna elettorale che potevano giustificare una sua eventuale strategica assenza. Ancora, penso che il sindaco di Roma, la città più importante del mondo, debba essere una sicurezza per il “popolo delle famiglie”, e la Meloni lo è. Con il massimo rispetto per gli altri candidati, su questi temi non basta dire qualcosa all’ultimo minuto per accaparrarsi i consensi. Parola di uno che, rischiando tutto, ci ha messo la faccia”.