L’Italia continua a vivere nel nulla, fondato sulla mancanza di idee e sulle parole vuote e contraddittorie (quelle del “premier” sul mancato aumento delle tasse, camuffato dietro provvedimenti vaghi, generici o meglio “finti” come il Documento di economia e finanza), sulle misure elemosina ai dipendenti pubblici e sulla nuova sceneggiata tra Berlusconi e Renzi per il decisivo tema degli agnelli mentre sono in preparazione decisioni veteromarxiste, quali l’abolizione dei ticket, che non potevano che arrivare dall’ennesimo pessimo prodotto di scuola berlusconiana, con cui la Lorenzin, Robin Hood in gonnella, toglierà ai ricchi (con reddito lordo superiore ai 35 mila euro (!) per dare ai “poveri”, così da rendere gli italiani simili ai cinesi tanto cari allo stesso Berlusconi e ai nuovi padroni del Milan e dell’Inter. Che dirà Salvini delle squadre di pallone della sua “capitale morale” finite in mano agli imprenditori (?) d’Oriente ?

Eppure in questo quadro desolato non mancano voci attente e sensibili al disastro morale, al “piano inclinato verso il nulla”, in cui viviamo. Di questa situazione ci parla un articolo apparso sul numero di aprile di “Notizie Pro Vita”, organo informativo ufficiale del’ associazione “Pro Vita Onlus”.

“I sostenitori della legalizzazione del testamento biologico, delle DAT, e quindi della possibilità di decidere se smettere di vivere, rifiutano di ascoltare le ragioni del cosiddetto “piano inclinato”. Sostengono anzi che certe leggi servano per evitare gli abusi, e che la morte anticipata sarà concessa solo ed esclusivamente in casi particolari, a persone moribonde e sofferenti, in omaggio al loro “bene” e al loro diritto dell’autodeterminazione.

L’esperienza dei Paesi Bassi e del Belgio dimostra il contrario. L’atto di legalizzazione di un certo comportamento (uccidere) “solo in certi casi” ha come conseguenza che un comportamento illecito diviene lecito, anche se – appunto – “solo in certi casi”. Ma il salto logico è stato fatto, lo sdoganamento compiuto. Nel nostro caso l’uccidere non è più un atto illecito. La legge italiana prevedrebbe una doppia “legalizzazione” : la legittimazione della richiesta di morire e la possibilità di obbligare un medico a compiere un’uccisione (sospendere un trattamento sanitario salvavita, oppure non somministrarlo). Quindi, se passa la proposta di legge sulle DAT, apriamo la porta, in un colpo solo all’eutanasia attiva e passiva e al suicidio assistito. […] Del resto l’assurda politica neomalthusiana che è stata attuata da 40 anni a questa parte – attraverso la contraccezione e l’aborto, con il falso mito della liberazione sessuale e della liberazione della donna – ha provocato il disastro demografico di cui soffre l’Occidente (con l’Italia ai primi posti).

Le nostre società viziate e opulente sono diventate vecchie: i giovani che producono PLI e versano contributi non nascono più da un pezzo; gli anziani costano alle casse degli enti previdenziali (si veda l’INPS ), l’eliminazione dei vecchi e dei malati è un consistente risparmio. […] Insomma , la familiarità con l’uccidere i malati e gli anziani a poco a poco rende l’atto banale. Una questione di routine, così come è accaduto per il divorzio e l’aborto”.

Non mancano purtroppo ulteriori segni politici negativi a livello internazionale. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione, che chiede agli Stati membri di aumentare “significativamente i finanziamenti in materia di salute sessuale e riproduttiva”. Sono propositi eloquenti delle intenzioni e dei propositi. Il Ppe con “buona parte” di Forza Italia ha votato contro così come hanno fatto i leghisti e una parte dei 5 Stelle. Favorevoli alla risoluzione pro aborto, promossa dai gruppi socialisti e democratici, i rimanenti 5 Stelle e 14 su 18 deputati del PD.