La grande distribuzione e i centri commerciali sono pressoché tutti stranieri e tagliano le gambe agli esercizi commerciali di dimensioni più piccole o piccolissime che sono invece di proprietà e gestione italiane.
Auchan e Carrefour, per citarne due, in Francia la domenica stanno chiusi. Tutti gli esercizi commerciali lì la domenica sono chiusi (tranne qualche panetteria per un paio d’ore la mattina) eppure non sono stati avvistati in quel di Francia roghi di streghe o eretici, né gente che si applica le sanguisughe per salassarsi i fluidi malefici.
I dipendenti che lavorano la domenica nei centri commerciali sono gli stessi che lavorano gli altri giorni: nessuno viene assunto per lavorare la domenica, nessuno può essere licenziato perché fa riposo la domenica, anziché il martedì o il giovedì.
In Francia e in altri Paesi i centri commerciali stranamente non falliscono pur stando chiusi la domenica: possono farcela anche qui.
Esistono lavori di pubblico servizio o di pubblica utilità che prevedono turni nei festivi: paragonare il servizio ospedaliero o del trasporto pubblico all’impellenza dell’acquisto dei jeans o della spesa alimentare è semplicemente ridicolo.
I lavori nella ristorazione e nell’intrattenimento che si svolgono nei festivi hanno anch’essi una funzione sociale, che si esplica nel consentire a persone, conoscenti, familiari e amici di stare insieme in modo sano e piacevole. Ho lavorato da studentessa nella grande distribuzione: famiglie e persone che vi trascorrono la domenica sono semplicemente abbruttite ed alienate. È cosi: chi, frequentando questi luoghi la domenica non riceve la stessa impressione, purtroppo é alienato a sua volta.
Lo spauracchio del ritorno ad un passato assurdo o ad abitudini “che nel resto del mondo non esistono piu” è roba che fa presa sui provinciali complessati: lo stesso sulla base del quale ci hanno fatto passare come inevitabile l’aumento dell’età pensionabile più alta in tutta Europa: non abboccate. Il concetto di “irreversibile” si sta piegando a giustificare tutti quei fenomeni negativi contro cui semplicemente ci si arrende senza reagire, perché ogni reazione è svilita come nostalgia ridicola o posizione pericolosa: lo stesso atteggiamento che si pretende di assumere rispetto a Euro, pareggio di bilancio o immigrazione selvaggia.
Datevi una sveglia: siamo solo più scemi e boccaloni, non più arretrati o retrogradi degli altri e di questo se ne approfittano tutti.