Ne bis in idem è una massima nata con il diritto processuale romano, passata nel diritto processuale moderno, che con accezione più generica invita a non cadere due volte nello stesso errore. A sentire i propositi e le intenzioni in campo politico dopo la sentenza favorevole a Berlusconi, sembra addirittura che si profili la possibilità di ripetere per la terza volta lo stesso errore, una coalizione nelle mani del “federatore” termine inedito quanto equivoco, di Arcore.

L’aspetto più grave e stupefacente è che mentre nei casi precedenti il quadro politico era piuttosto chiaro con Berlusconi ed i suoi alleati, diciamo meglio i suoi vassalli, erano schierati da un lato, pronti a battersi contro la sinistra, oggi la confusione regna sovrana. Berlusconi è impegnato nelle mitologiche riforme, che fino ad oggi sono 2 sole e riguardano unicamente il campo elettorale, e quindi è con la maggioranza ufficialmente coesa del PD, mentre in campo economico – sociale è critico senza essere però alternativo. Al suo fianco, o per dirla più realisticamente dietro di lui, dovrebbero allinearsi i transfughi dell’NCD, saldamente abbarbicati al potere con ministri  e sottosegretari, la Lega, che ha riscosso un confortante consenso nelle europee, grazie alla fedeltà a temi forti e caratterizzanti, e  FdI, postasi senza equivoci nell’unica Camera in cui è presente nettamente in integrale contrapposizione con l’esecutivo.

Sulle primarie tanto caldamente sostenute dal partito, Berlusconi avrebbe provveduto a chiarire le idee del suo ex ministro Larussa, con il quale ha avuto «un confronto costruttivo». Secondo Libero il Cesare da Arcore avrebbe acconsentito «a patto che non si trovi prima un candidato che va bene a tutti». Il commento del foglio – si  spera – possa suscitare i necessari interrogativi da parte del nucleo dirigente di FdI «Sotto sotto, evidentemente, il Cavaliere è convinto di riuscire a trovarlo».  Un tempo si sarebbe detto “contenti e gabbati“.

Gli elettori di destra, presenti in FdI ma anche disseminati in FI e purtroppo nell’NCD e magari quelli più critici verso il potere tra i grillini, credo, respingano infastiditi l’ipotesi di essere guidati da un Salvini, lontano anni luce con il suo anacronistico quanto antistorico separatismo, sancito da Zaia e dal suo referendum per l’indipendenza del Veneto.

Restano comunque inaccettabili ma eloquenti sul futuro le analisi presentate dalle penne più importanti del quotidiano di famiglia. Per Sallusti la Casa delle libertà e poi la brutta copia, il PDL, sono falliti giammai per responsabilità del conducator ma per le «ambizioni frustrat»  e gli «egoismi e egocentrismi» di tutti gli altri. Dopo questo inizio, misurato ed obiettivo, arrivano, magari involontarie, queste “perle“ di Feltri, che parla di un Berlusconi «rivitalizzato» e di un «Cavaliere euforico [del quale] conviene essere alleati piuttosto che nemici». Hanno parlato i “giornalisti“, agli altri tocca ascoltare e meditare ed essere pronti ad ubbidire. E’ minestra riscaldata!