La presidente della Camera Laura Boldrini ha detto che, dalla colonna al Foro Italico a Roma, va cancellata la scritta Mussolini Dux. Incisa nel 1932, quando fu innalzato l’obelisco di splendido marmo italiano.
Intere categorie si sono mosse per commentare l’augusta presa di posizione.
Sintetizziamo:
LA CASALINGA DI VOGHERA: ma con tutti i guai che ci sono in Italia è possibile che una tizia strapagata con i soldi di tutti pensi a cose di questo genere? Ma a chi importano?
IL MURATORE: meno male che qualche politico si interessa della crisi dell’edilizia. Un lavoro come quello è una pacchia, tante ore di manodopera, stucco, vernice, trabattello da decine di metri. E magari li facciamo fessi (i presupposti ci sono tutti!) e gli affittiamo pure un ponteggio Innocenti per tre mesi. Tanto… paga Pantalone.
LO STORICO VERO: un rappresentante delle istituzioni che tratta così le memorie del passato, belle o brutte che siano, vuole dire che non ha la minima cognizione di quanto il passato sia meritevole di essere conservato. Evidentemente questa persona ha un passato così trascurabile da permettersi il lusso di credere che tutto si possa valutare con la scarsa misura della sua persona.
LO STORICO DA SALOTTO RADICAL-CHIC: una persona così ci voleva al vertice della repubblica. Chiara, trasparente e decisa nelle sue azioni. Tutti gli italiani devono portarle gratitudine, la presenza di quella scritta era un chiaro persuasore occulto che avrebbe potuto indurre masse di giovani ad arruolarsi nelle nuove Waffen SS. O peggio ancora, a prendere la tessera di simpatizzanti della X Flottiglia MAS. Mettendo così fine ad un radioso processo democratico nato dalle radiose giornate del radioso popolo italiano che, come un sol uomo, ebbe un ruolo determinante nella radiosa liberazione dell’italia oppressa dal non radioso fascismo. Senza tutti questi radiosi le centinaia di migliaia di uomini dell’esercito alleato non avrebbero potuto – come poi hanno fatto – risalire timidamente le strade italiane che erano già state liberate dal fiume radioso di partigiani.
IL DIRIGENTE DELLO STATO: sarà un problema dare l’appalto per effettuare il lavoro. Certo non si possono non soddisfare i desiderata di cotanta autorità, ma manomettere una proprietà pubblica di quell’importanza storica potrebbe essere fonte di guai con le Belle Arti. E mi troverei a fare i conti… con la Corte dei Conti. Ma chi me lo fa fare, mi metto in malattia.
IL VICE PRIMARIO PSICHIATRA: porca miseria, se fossi già primario potrei chiedere di far parte dell’equipe che studierà questo importante personaggio. Poi produrrei delle pubblicazioni scientifiche e farei tanta, tanta carriera. Invece andrà quel trombone del mio primario!
IL PRIMARIO PSICHIATRA: che fantastica opportunità, un soggetto così chi se lo lascia scappare. Passerò alla storia con la mia relazione che illustrerà le motivazioni che l’hanno indotta a chiedere di cancellare una scritta innocua vecchia di 80 anni. Farò scintille nello spiegare il nesso causale tra un fatto storicamente assodato (Mussolini era Dux per davvero) e le scalmane della terza età. E poi farò morire d’invidia quell’arrivista da strapazzo del mio viceprimario, che da anni tenta di soffiarmi il posto….
IL FASCISTA: certo, se dopo più di ottant’anni ancora si scaldano così, vuol dire che il Duce è ancora con noi