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Non è il caso di infierire sui problemi psichici di Lapo Elkann. Il patetico tentativo di inventarsi un sequestro per spillare 10mila dollari alla famiglia rileva ampiamente lo stato mentale del nipote del sedicente Avvocato Agnelli. Tare genetiche, probabilmente, prima ancora di problemi legati all’educazione ricevuta in una famiglia che è il simbolo delle nefandezze di una classe dirigente fallita.
Una storia bruttissima, quella degli Agnelli. Peggiorata ancora nella variante Elkann. E non bastano i soldi, i tanti soldi, a modificare la realtà anche se i media di servizio hanno fatto di tutto per raccontare una storia totalmente falsa e completamente diversa. Così come continuano a raccontare meraviglie sull’azienda di Lapo, quella che produce articoli di pessimo gusto riservati a chi si illude di far parte del mondo dei Vip soltanto perché indossa orribili occhiali ma con marchio da fighetto.
Una famiglia allo sbando, tra cause legali della figlia che si sente defraudata da madre e parte dei figli, tra eredità svanite e soldi svaniti in chissà quale paradiso fiscale. Una famiglia che ha rimosso anche la tragica morte di Edoardo, il figlio dell’Avvocato. Personaggio scomodo, anche lui con problemi di droga ma anche con problemi legati alla sua capacità di pensare liberamente: una malattia intollerabile nel mondo degli Agnelli.
Ma il vero problema non è quello dei rapporti famigliari o dei quozienti intellettivi. Sono fatti loro. Il problema vero è rappresentato dal servilismo delle corti che si sono affannate a rendere omaggio, a prostrarsi, a contendersi le briciole lasciate cadere da un padrone assolutamente taccagno. Le corti di disinformatori che continuano a descrivere il mondo dei Vip come se davvero queste persone fossero importanti per qualcuno al di là di loro stessi. Quei disinformatori che sprecano righe di giornali per descrivere l’abito indossato dalla nipote del cugino del cognato di un presunto Vip. E se poi la nipote del cugino del cognato va in giro con gli occhiali di Lapo, allora il delirio giornalistico è assicurato.
In fondo Lapo è anche vittima di questo mondo di una informazione fasulla e servile che ha osannato ogni sua sciocchezza, che ha sorriso di fronte alle sua auto oscenamente colorate e parcheggiate perennemente in divieto di sosta. Gli hanno fatto credere che a lui tutto fosse permesso e concesso.
Ci ha creduto, tra una sniffata ed un trans. Simbolo di una dinastia che si è creduta regale perché, nella crassa ignoranza, era convinta che la regalità si misurasse dalle legioni di cortigiani. Fine della storia, in attesa che l’addio di Marpionne alla Fca determini anche la fine della dinastia.