Dopo un tristissimo cartello della triste Monica Cirinnà, i giornalisti di sinistra si sono affannati per tentare di “dimostrare” che il motto “Dio, Patria, Famiglia” fosse di origine fascista e tentare di salvare in corner l’improvvida piddina. I più zelanti si sono dimostrati quelli di Open che scartabellando hanno tirato fuori un discorso di Giuriati del 1931 in cui si citavano “Dio e la Patria” come fondamenti dello Stato Fascista.

Lasciamo perdere che la Famiglia non c’era e che Dio e Patria sono citati in buona parte dei motti nazionali degli stati attuali e che probabilmente oltre a Giuriati avranno detto questa frase chissà quante migliaia di politici in tutto il mondo, Italia compresa, pre, durante e dopo il fascismo. Lasciamo perdere e lasciamo che i giornalisti di Open credano di aver fatto uno scoop storico e filologico di livello, citando anche a sostegno della loro tesi il celebre storico Bruno Vespa, perchè tanto ragionare con loro è improponibile.

Così si è messa in moto la macchina delle condivisioni senza controllo e così, all’improvviso, il motto mazziniano nel 2019 è diventato fascista. Così arrivano anche ad attaccare la Meloni per aver utilizzato questo motto diventato nel 2019 fascista. E non importa se nelle elezioni del 1948 la DC di De Gasperi usasse come slogan “Dio, Patria, Famiglia, vota Democrazia Cristiana” e non importa se al Fascismo il motto stesse particolarmente antipatico perchè sapeva di reazione, tant’è che Mussolini ne coniò uno ufficiale “Credere Obbedire Combattere” proprio in risposta allo stesso.

Per Open di Mentana è così e d’ora in poi per i giornalisti di sinistra, dal 2019, sarà un motto fascista. L’hanno deciso loro. Per le persone libere e con una mente critica riporto l’origine autentica del motto.
L’incipit dei ” Doveri dell’uomo”, di Giuseppe Mazzini : “-Io voglio parlarvi dei vostri doveri. Voglio parlarvi, come il core mi detta, delle cose più sante che noi conosciamo, di Dio, dell’Umanità, della Patria, della Famiglia. -“