I leader del centrodestra “votino no al referendum, difendano la Costituzione contro un taglio alla
democrazia che e’ basato solo su delle balle”: e’ l’appello che il comitato per il No del Centrodestra ha lanciato in una conferenza stampa a Montecitorio. “Salvini e Meloni chiedono da tempo il ritorno alle urne, hanno puntato tutto sulle elezioni  regionali, pensando a una crisi dell’esecutivo e a un nuovo scenario. Ma il governo non e’ presente come maggioranza in nessuna regione. L’unica cosa che potrebbe determinare la crisi dell’esecutivo e’ l’affermazione del no” al referendum”, dice Mario Landolfi che chiede “agli elettori del centrodestra di disobbedire ai loro leader, ma anche ai leader a rivedere la loro posizione, puntando all’affermazione del no”. E accusa i M5S di essere “diversamente casta”.
Simone Baldelli ha ribadito che “di questo referendum si continua a parlare troppo poco sui media, a fronte di una riforma spezzatino che fa strame della Costituzione”. “Oggi con miliardi da gestire per la pandemia l’ultima cosa da fare e’ indebolire il Parlamento ed il suo potere di indirizzo e controllo. Farlo e’ cosa pericolosa, proprio mentre si devono fare scelte importanti”, aggiunge, evidenziando che “c’e’ una crepa importante nel movimento Cinque Stelle” sul no al
referendum, “che non e’ passato per il via libera per la piattaforma Rousseau”.
Eppure anche nel Centrodestra il fronte del No sta crescendo, “sebbene – spiega Viviana Beccalossi – in molti ci dicono che voteranno contro la riforma anche se non lo renderanno noto per paura di ritorsioni da parte delle segreterie di partito”. L’ex parlamentare lombarda di An ha detto che “l’intero gruppo di Fi al Consiglio regionale della Lombardia ha annunciato che si
schiera per il no”.
Per Gennaro Malgieri “La democrazia e’ a rischio con il si’ al referendum. Qualcuno si arroghera’ – rileva – di nominare una cerchia di oligarchi, da poter controllare a piacimento, gli uomini del capo o delle cape”. Da qui l’appello del comitato. “Noi vogliamo invitare a un atto di
coraggio e di disubbidienza civile degli elettori del centrodestra verso quei leader che hanno scelto la strada di inseguire un consenso popolare, molto facile, verso il si'”.