Domenica si voterà in molti Comuni italiani e il centro destra si presenta quasi sempre unito. Forse la banda del botulino all’interno di Forza Italia non lo sa. E forse non sa che in autunno si vota per le provinciali in Trentino, che la prossima primavera si vota per alcune regioni.
Che cosa vogliono fare Brunetta e la Bernini? Ad ascoltare i loro commenti di questi giorni sembra che preferiscano un accordo con il Pd, magari illudendosi di una frattura che porti il bugiardissimo a creare un nuovo partito pronto all’alleanza del botulino, dopo il partito di plastica può nascere il partito della chirurgia plastica. Sostenuto da Sallusti, dalle reti Mediaset e pure dalla Rai perché i gialloverdi non saranno capaci di far piazza pulita e continueranno ad affidarsi ai soliti personaggi, accontentandosi di false promesse di correttezza ed imparzialità.
Sul fronte opposto la situazione è più chiara. Lega e 5 Stelle almeno sono più chiari, la loro non è una alleanza strutturale ma un semplice accordo di governo che dovrà conciliare posizioni non sempre vicine. Poi, come diceva giustamente il vecchio democristiano Cirino Pomicino, nulla impedisce di presentarsi alle elezioni su fronti contrapposti per individuare, successivamente, temi comuni su cui accordarsi per governare. Dc e Psi si fronteggiavano nelle urne e poi governavano insieme.
Resta l’incognita di Fdi, che non può crescere più di tanto con questa classe dirigente romana ma che ha qualche potenzialità in alcuni territori. Dovranno decidere con chi stare, se con il barbaro Salvini o con le madame del botulino e della plastica. Anche in caso di cartello elettorale a tre non potranno continuare a restare neutrali e a non contare nulla, restando equidistanti per ottenere qualche poltrona in regione o in comune. E prima o poi dovranno schierarsi pure gli esponenti locali di Forza Italia, scegliendo il barbaro o il botulino. Non è possibile continuare a lungo con l’ambiguità di una pseudo alleanza attaccata più volte al giorno dalle tv di un sedicente alleato.