Abbiamo ottenuto un’intervista con due degli ‘idraulici’ protagonisti della contestazione alla Open Arms sulla via del ritorno da Lampedusa a patto di garantirne l’anonimato. Chi risponde alle nostre domande sono “Il Sudafricano” e Geco, due paracadutisti in congedo che hanno prestato servizio come ufficiali di complemento alcuni anni or sono.

Innanzitutto perché vi siete definiti Idraulici?

Tutto parte per scherzo qualche mese fa quando abbiamo iniziato a raccontare le avventure di un gruppo di ex militari come in un vero libro d’azione. La prima era sulla SeaWatch dove siamo saliti com la scusa di sturare il cesso intasato. Da lì il nome di “Banda degli Idraulici”.  Nella realtà, il livello di liquame che rischia di sommergere la società italiana è divenuto preoccupante perché sono state intasate le normali caditoie per farlo defluire. Serve l’opera di Idraulici per ripristinarlo.

Cioè?

Fuor di metafora, se viene avvelenata la società da un’informazione parziale e fuorviante, che propone come un mantra falsi dogmi qualcuno deve bonificare il panorama informativo con azioni eclatanti che permettano alla gente di comprendere quel che accade.

Quindi azioni simboliche, dimostrative?

Certo, come quella di bersagliare Open Arms con un lancio di mutande sporche, che a prima vista dovevano sembrare qualcos’altro ma invece erano state evocativamente riempite con la Nutella. Erano l’immagine simbolica della cattiva coscienza (mutande sporche) di chi millanta soccorsi in mare solo per trasportare clandestini verso l’Italia.

Un’azione che è stata detta Futurista…

Forse per noi sarebbe più corretto definirla Dannunziana. Come nel volo su Vienna, nel quale il Poeta bombardò la capitale del nemico con volantini anziché con ordigni di morte per ribadire la superiorità morale dell’Italia durante il conflitto, abbiamo soprattutto voluto attuare un’azione simbolica e non violenta contro chi lucra sulle vicende umane di disperati africani – fornendo aiuto ai trafficanti di uomini – e lo fa rendendosi cinicamente complice di tutte le violenze che sottende il fenomeno migratorio.

Qualcuno vi ha definito Leghisti, vi sentite dei supporter di Salvini?

Siamo grati al nostro Ministro degli Interni per ciò che fa in difesa dell’Italia nonostante tutti gli attacchi che riceve ma gli idraulici, come abbiamo anche ribadito nel nostro comunicato, hanno delle idee ma non appartengono a nessun partito. Ci sentiamo solo Patrioti al lavoro.

Cosa pensate degli italiani che si mostrano solidali con le ONG, alcuni anche da posizioni di destra?

Sono in buona parte vittima di un’informazione distorta. Chi solidarizza con gli scafisti/schiavisti al di fuori della loro area politica, però, ci sembra soprattutto voglia mendicare una facile visibilità che non porterà a nulla se non provocare divisioni. Ricordano pateticamente il ritornello di una vecchia canzone di Battisti: “…fatemi entrare, voglio giocare voglio ballare insieme a voi, No sei troppo ignorante, odori di gente ,che non conta niente…”.

Ci saranno altre azioni eclatanti che state progettando?

Sicuramente. Abbiamo già molti progetti ma non anticipiamo nulla. L’addestramento che abbiamo ricevuto dall’Esercito ci ha insegnato che per avere successo in un ‘colpo di mano’ la sorpresa è un fattore fondamentale.

Dunque, non ci resta che augurare buona fortuna agli idraulici. Anzi, visto che Open Arms è una ONG spagnola, come lo si usa dire in Spagna: mucha mierda…