Ne hanno dato notizia Barbadillo, uno dei più seguiti periodici on-line d’area ma anche i principali mezzi di informazione: di fronte agli ultimi deludenti risultati il sito ufficiale del Movimento annuncia che “CasaPound Italia ha deciso di mettere fine alla propria esperienza elettorale e partitica”, un passo indietro (anche se Iannone lo nega) o di lato, rinunciando (per ora) a partecipare direttamente alle competizioni elettorali.
Il tutto come frutto di una dolorosa e inevitabile riflessione sul deludente andamento dei risultati elettorali che hanno visto in poco più di un anno – dalle Politiche del marzo 2018 alle Europee del maggio 2019 – un’emorragia di consensi per la ‘Tartaruga Frecciata’ passata a livello nazionale da oltre 312 mila voti a circa 88 mila, con una flessione del 72%.


Ovviamente a produrre questo risultato hanno contribuito vari fattori, primo tra tutti il fascino attrattivo – nell’area di consenso in cui pesca il suo elettorato CP – esercitato dalla Lega e da Matteo Salvini ma anche la ‘concorrenza’ di FdI, che infatti è stata l’unica forza di ‘centro destra’ ad aumentare i consensi oltre alla Lega.
Sarebbe semplicistico, però, vedere solo nella concorrenza di altri partiti l’origine dell’insuccesso di CP. Non bisogna dimenticare infatti il maldestro reiterato tentativo (peraltro non riuscito) di fagocitare l’elettorato di Forza Nuova o una visione schizofrenica della politica estera con l’appoggio offerto ai banderisti ucraini – europeisti, filo NATO e visceralmente antirussi – mentre in Italia CP presenta la UE come il ‘male assoluto’.
Controproducente è stata senz’altro anche l’adesione di alcuni personaggi in cerca di visibilità come la stellina (già in pieno decadimento) Nina Moric che ha sfruttato lo scorso anno la sua presunta o reale che fosse adesione a Casa Pound per uscire dall’ombra in cui era mediaticamente finita.
Come se non bastasse a questo discutibile personaggio, sicuramente più adatto a far da testimonial alla chirurgia estetica che a parlare di politica, è stato addirittura permesso di divenire una sorta di portavoce, oggetto di sovraesposizione mediatica che l’ha vista più volte intervistata come rappresentante politico di CasaPound.
Come dimenticare infatti l’immagine della Moric a fianco di Simone Di Stefano all’apertura del corteo di CP contro lo Ius Soli nel giugno 2017 che tante polemiche aveva sollevato anche tra i simpatizzanti del movimento.
Il tutto, per concludersi – ovviamente – nel volgere di pochi mesi con lo sfilarsi polemicamente da CP e il rilasciare dichiarazioni a mezzo social della Moric, naturalmente dopo il mancato raggiungimento del quorum alle Politiche e la conseguente assenza della conquista di seggi.

Come ricordava Ticino online il 31 maggio 2018: “Nina Moric sembrerebbe proprio essersi pentita di aver appoggiato il movimento di estrema destra ‘CasaPound’. È stata lei stessa a pubblicare un post sul social per spiegare di aver preso in passato alcune posizioni sbagliate.”: «Con questo post sono qui quindi a chiedere perdono alle persone che si sono sentite offese da mie posizioni espresse sui social in passato…. Cercherò di essere io stessa più attenta sulle figure che accompagneranno il mio cammino, la mia vita e la parte pubblica».


La speranza è, dunque, che CP per ritrovare consensi riparta come movimento culturale, valorizzando le esperienze positive – prima tra tutte quelle editoriali, ma anche l’impegno sociale – e rinunciando nel contempo però a quelle spettacolarizzazioni che l’hanno portata a imbarcarsi in ‘avventure’ col dare spazio e visibilità a personaggi di dubbio valore.
Ormai della politica fatta di ‘nani e ballerine’ si sono infatti stancati tutti, a cominciare dagli elettori.