Che la piazza di Bologna sarebbe stata a trazione leghista era scontato. Del resto si trattava di una iniziativa promossa dal leader del carroccio e, non avevamo dubbi in proposito, Salvini si è confermato amato e seguito dal suo popolo. Un popolo rilevante e in crescita.

A mio avviso, senza voler entrare in un dibattito che non mi appassiona, l’unico vero messaggio partito dal capoluogo emiliano è però la ritrovata sintonia dei leader del centrodestra. Basterà questo per disarcionare un Presidente del Consiglio non eletto da nessuno e in forte calo di consensi e popolarità? Credo proprio di no.

La sintonia dei leader dovrà infatti essere accompagnata e sostenuta da una laboriosa e costante collaborazione tra le classi dirigenti di FI, Fdi e Lega. Il banco di prova è dietro l’angolo: le amministrative della prossima primavera.

Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e tante altre città rappresenteranno un test fondamentale per capire le potenzialità, umane  e progettuali, di tutto quel mondo che non si sente e non vuol sentirsi rappresentato dal bulletto toscano, dal giglio magico e dai voltagabbana di turno.

Per questo ritengo che bene abbia fatto Giorgia Meloni a lanciare l’idea di una nuova grande manifestazione unitaria di piazza. E doppiamente bene ha fatto a proporla a Roma, dove un’intera classe dirigente, da destra a sinistra, si gioca futuro e credibilità. Mentre il processo a Mafia Capitale sta lentamente scivolando dalle prime pagine dei quotidiani alle pagine interne, la politica è chiamata a dare una risposta di alto livello. A non abbassare la guardia.

Chi pensa di nascondere la polvere sotto il tappeto si illude – e non mi stupisce – di poter continuare come se niente di grave fosse successo. Non esistono solo le responsabilità giudiziarie. A quelle, nonostante tutto, penserà la magistratura. A chi crede nella centralità della politica per il funzionamento delle istituzioni deve interessare prima di tutto il giudizio politico. Un giudizio che, soprattutto nella Capitale, non può prescindere dai disservizi e dalla cattiva gestione della cosa pubblica che ogni giorno siamo costretti a osservare.

Roma torni al centro dell’agenda politica. Il centrodestra, tutto, colga l’occasione per restituire orgoglio e voglia di mobilitazione al suo popolo. Dietro il candidato sindaco c’è bisogno di una squadra di livello, capace di restituire competenza, efficacia ed efficienza al Campidoglio. In attesa quindi di capire chi sarà a guidare la coalizione, a Roma come in tutte le altre città, riprendiamoci il diritto e il dovere di provare a costruire per i nostri figli una città migliore.