Mi si perdoni ma non ho mai considerato Matteo Salvini uno statista.
    Ho sempre avuto di lui l’impressione di una persona onesta, però, per quanto da anni imbrigliato in quella Lega plasmata su misura del suo fondatore Umberto Bossi, perennemente costretto a barcamenarsi tra i capricci dell’allora padre-padrone e le insidie di una ‘corte dei miracoli’ cresciutagli attorno a una velocità direttamente proporzionale alla malattia che l’aveva colpito rendendolo debole e vulnerabile e destinato a venire usato e presto abbandonato.
    A cominciare proprio dai suoi familiari.
    Quando l’ho conosciuto Salvini, giovane dirigente, di lui ho subito apprezzato la grande correttezza personale, pur nella necessità di muoversi in un ambiente politico tossico che è sempre stato dominato da cortigiani e maldicenti.
    Questo era pian piano diventata la Lega al tramonto dell’Era Bossiana, piaccia o non piaccia, ma Salvini è riuscito a farla risorgere e a dargli un nuovo progetto politico e, soprattutto, un nuovo impulso elettorale che ora, dopo i primi giorni di Governo, sembra essere divenuto una forza travolgente.
    Poche settimane sono bastate infatti a Salvini per passare da alleato subalterno a unico riferimento credibile della (ormai ex) alleanza di centro-destra.
    Che riposino in pace le ambizioni del l’ottuagenario Berlusconi e di quanti contavano su di lui, che se ne faccia una ragione la Meloni che conduce con ottusa mania di protagonismo verso le secche dell’ininfluenza la navicella FdI, sempre pronta a puntare il dito contro il Governo e contro la Lega con patetici distinguo frutto dalla frustrazione provocata dall’irrilevanza (tra cui l’accusa per la presunta assenza di tricolori sul prato di Pontida, dove invece erano presenti insieme a tutti i vessilli dei popoli italiani, da quello del Regno delle Due Sicilie a quella della Repubblica di Venezia).
    Come ho scritto all’inizio non ho mai visto in Salvini uno statista, un uomo in grado di sognare il futuro di una Nazione, ma si è invece rivelato ora in grado di salvarla da un incubo.
    Si è dimostrato infatti una persona coerente, onesta e coraggiosa pronta a tutto pur di tenere fede ai propri impegni.
    Proprio quel che è necessario all’Italia.
    Persona senza tanti giri di parole, in grado di pretendere impegni chiari e precisi nell’interesse della Patria, e di mantenerli.
    Proprio quel che è necessario.
    E scusatemi se ora penso che davvero Salvini sia l’uomo della Provvidenza.