Panorama ha evidenziato, in un articolo ben documentato, le abissali differenze di prezzo dei medesimi prodotti nei punti vendita di Eataly ed in quelli di Esselunga. Ovviamente tutto molto più caro da Eataly del compagno Oscar Farinetti. Ma altrettanto ovvie le difese d’ufficio del patron di Eataly, tanto amico del bugiardissimo: i prezzi sono esposti e nessuno e’ obbligato a preferire Eataly ad Esselunga. Giusto. Anzi, se i radical chic pagano di più, per potersi vantare di aver acquistato prodotti da Eataly, e’ pure più divertente. Soccorso rosso in salsa di pomodoro.

Il problema vero, sottovalutato, e’ un altro. E’ il problema dei rapporti del compagno Oscar con i fornitori. Dei problemi con i lavoratori. “Tutto a norma, tutto in regola”, assicura il ricchissimo compagno. Ed è vero. Il bugiardissimo ed i suoi compari hanno legalizzato lo sfruttamento dei lavoratori, dunque Eataly rispetta le regole create dall’amico bugiardissimo. In regola si, ma ciò non toglie che faccia abbastanza schifo ascoltare i discorsi così sociali del patron e poi scoprire quanto guadagnano i dipendenti. Ma ciascuno risponde alla propria coscienza ed al proprio portafoglio. Più al portafoglio che alla coscienza, in questo caso. Comunque nessuno è obbligato ad arricchire il compagno Oscar e va bene così.

Va meno bene quando il bugiardissimo ed i suoi compari raccontano che la crisi e’ finita, che l’Italia e’ uscita dal tunnel, che siamo in ripresa. Dovrebbero andare a raccontarlo, e senza scorta pagata da noi, nelle assemblee dei lavoratori considerati esuberi dalle grandi catene della distribuzione organizzata. Già, perché nonostante le bugie del governo, i consumi sono calati anche nei supermercati, negli ipermercati.

E nonostante le bugie del governo le grandi catene non solo non assumono grazie al jobs act, ma lasciano a casa i dipendenti. Perché le famiglie italiane, non quelle radical chic che possono spendere da Eataly, non si fidano di un governo che ruba anche ai pensionati. Non si fidano delle promesse senza seguito. Ed allora, anche se possono spendere, preferiscono risparmiare. Non fanno girare l’economia perché il bugiardissimo fa girare le scatole. Riducono i consumi perché non credono più nel domani. Nonostante gli show delle renzine, nonostante il decisionismo di un premier che si trasforma anche in magistrato ed assolve, a futura memoria,il proprio candidato alla presidenza della Campania.

Se può ignorare la sentenza sulle pensioni, perché mai non dovrebbe ignorare la Severino? Una bella bicchierata con i vini di Eataly, serviti da chi il vino non può permetterselo, e via con i festeggiamenti.