Ilaria Bifarini si è trasferita da Rieti a Milano nel 1999, laureandosi all’Università Luigi Bocconi in Economia della pubblica Amministrazione e delle Organizzazioni internazionali a pieni voti. Una bocconiana doc, una di quelle che farebbero storcere il naso ai nemici della finanziarizzazione dell’economia. Ma non è proprio così, perché nel suo «cammino fatto di studi ed introspezione» si è accorta che qualcosa non andava. Quell’apprendimento sui segreti dell’Economia, improntato sulla dottrina neo-liberale, col passare del tempo gli è diventato sempre più stretto e insopportabile.

Ad un certo punto Ilaria, ha capito che doveva svoltare. Anzi, doveva porre una critica serrata a questa concezione, argomentandola e spiegando i suoi pensieri. Per la ragione che non è, come molti pensano o gli additano di essere, una “folgorata sulla via di Damasco”. Bensì, una persona che non rinnega certo il suo passato, sapendo benissimo a cosa stiamo andando incontro. Ragione per cui, cosa che capita a chi approfondisce e studia i fenomeni economici che ci riguardano da vicino, può capitare di porre l’attenzione su delle tematiche che poco prima, non venivano prese in considerazione perché, adombrate dalla narrazione mainstream.

È da poco in uscita per Altaforte Edizioni, il suo saggio “I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa” con la prefazione a cura di Marcello Veneziani. Ma quello di Ilaria, non è un viaggio comodo. Trattasi di una lunga discesa nel baratro, nelle imposture economiche della post-colonizzazione in Africa, nella crisi del debito dei paesi del Terzo Mondo, addentrandosi nei meandri del torbido omicidio di Thomas Sankara.  A far da cornice, troviamo le politiche del libero scambio e dei fenomeni migratori, gli esperimenti della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale che hanno trasformato il Terzo Mondo, nella punta di diamante delle politiche economiche neo-liberali. Lo stesso modello economico fallimentare che, in Europa, continua ad imporre gli incentivi alle privatizzazioni, alle liberalizzazioni ed il taglio della spesa pubblica, quali fossero l’unica ricetta vincente per la crisi che, in realtà, hanno contribuito a far crescere. Insomma, l’evangelizzazione della globalizzazione con le effigie della carità e della cooperazione internazionale, per chi arriva prima all’annullamento dei popoli. Ma questo è un saggio che propone una soluzione, basta volerlo… 

Ilaria Bifarini

I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa

Altaforte Edizioni, gennaio 2019

Ppgg. 178, euro 18.00