Un anno fa in Turchia uno pseudo “golpe” militare (un pasticcio tattico e un disastro politico) scuoteva il potere di Erdogan. Un’operazione piena d’ombre e sospetti  che non ha convinto nessuno. Molto probabilmente si trattò di una “bufala” organizzata proprio dal “sultano” per indebolire l’opposizione laica e kemalista e chiudere i conti con i suoi concorrenti interni. Non a caso, il potere di Erdogan oggi in Turchia è sempre più forte, pesante. Il Bosforo è sempre più lontano all’Europa.

“Storia in Rete”, l’ottima rivista diretta da Fabio Andriola,  coglie l’occasione per rivisitare la storia della Turchia attraverso una rivalutazione della storia imperiale ottomana. Una vicenda fatta di grandi vittorie ma anche di una continua, pervicace volontà d’espansione  ai danni dell’Europa, interrotta solo a Vienna e a Lepanto dalle armate e dalle flotte cristiane. Due grandi vittorie che l’Europa farebbe bene a ricordare.

Prosegue poi anche questo numero di Storia in Rete il dibattito sul Risorgimento. Lo fa con il consueto tono neo-borbonico (che poco apprezziamo…) Pino Aprile, analizzando quelle elite meridionali che “tradirono e furono tradite” (?), lasciando il sud in uno stato semi-coloniale, e Pierluigi Romeo di Colloredo, che evidenzia come il regno delle Due Sicilie fosse minato al suo interno da discordie fra terraferma e Sicilia, rispondendo anche alle affermazioni di Aprile sul numero 140 di Storia in Rete a proposito di Cialdini (con buona pace dei nostalgici del “Re bomba”, per il generale emiliano noi rimane un personaggio tragico e serio).

Dal Risorgimento a uno dei più torbidi segreti dell’Italia contemporanea: quello della morte di Mussolini. Sandro Provvisionato rivela un inedito memoriale che raccoglie la confessione nientemeno che di Walter Audisio, il “colonnello Valerio”, sedicente “giustiziere” del Duce. Una confessione rilasciata in segreto a dei suoi compagni di partito negli anni Cinquanta che sotto certi aspetti lascia perplessi (avrà detto la verità?), ma dall’altro conferma una tesi che in pubblico i vertici partigiani hanno negato per decenni: quella della “doppia fucilazione”, con forza sostenuta da Pisanò e Bandini e confermata solo di recente dalle analisi forensi.

Poi Roberto Festorazzi getta una luce inedita sui contatti segreti di Leo Valiani con l’intelligence britannica. Contatti molto più profondi e vincolanti di quelli ufficialmente riconosciuti dall’esponente giellista, e che suggeriscono anche inquietanti spiegazioni alle modalità sbrigative e tutt’altro che chiare con cui si giunse all’esecuzione di Mussolini.

E ancora, una perizia di Storia in Rete su una delle foto pubblicate nel numero 129-130 dell’estate del 2016 dimostra che si trattava in realtà di un fotoritocco. Ma chi e perché ha avuto interesse a millantare la presenza di un agente dell’OSS sui luoghi dell’esecuzione di Mussolini proprio in quei giorni di fine aprile? Lo smascheramento di un falso non fa che spalancare nuovi campi d’indagine, tanto più visto che le foto ritoccate provenivano proprio da un ex agente segreto d’oltreoceano…

Infine, raccontato da Marcello De Angelis, il ritratto di uno dei grandi militari italiani del XX secolo: Federico Baistrocchi. Uno dei migliori organizzatori e riformatori del Regio Esercito, che dopo aver preparato le basi per la vittoria italiana in Abissinia nel 1935 venne messo da parte da Mussolini, anche per le invidie e i malumori che aveva suscitato fra i suoi meno capaci colleghi. Badoglio, in primis….