Durissima e immediata la risposta del governo egiziano dopo l’attentato contro un bus di turisti vietnamiti alle piramidi di Giza. Quaranta terroristi sono stati uccisi in una serie di scontri a fuoco con le forze di sicurezza egiziane durante una serie di operazioni nei governatorati del Nord Sinai e di Giza. Lo ha comunicato il ministero dell’Interno precisando di avere avuto informazioni su un gruppo terroristico legato all’Isis che stava pianificando di effettuare una serie di attacchi contro le istituzioni statali, alberghi, forze armate, polizia e chiese copte.

E’ di 4 morti il bilancio dell’esplosione che ha colpito il bus. Oltre a due turisti vietnamiti rimasti uccisi sul posto, un terzo turista e una guida egiziana sono morti in ospedale per le ferite subite. Lo ha reso noto il primo ministro Mostafa Madbouly. Il premier ha anche spiegato che l’autobus avrebbe deviato da una tradizionale strada di transito turistico, ritenuta “sicura” e “sorvegliata dalla polizia”. L’autista avrebbe scelto un altro percorso senza avvisare i servizi di sicurezza.