Il presidente egiziano  Al Sisi continua la sua battaglia contro gli estremisti islamici. Un tribunale ha confermato ieri la condanna all’ergastolo per il capo dei Fratelli musulmani Mohamed Badie (nella foto) e per il suo vice Khairat al-Chater. Dietro la sentenza del carcere a vita il loro ruolo nelle violenze che hanno seguito la rimozione nel 2013 dell’allora presidente Morsi, uno dei leader del movimento estremista islamico.

Badie e Chater erano già stati condannati alla stessa pena nel 2015, in relazione ad alcuni incidenti avvenuti fra sostenitori e oppositori dei Fratelli musulmani nei pressi della sede del movimento. La sentenza emessa nel pomeriggio di ieri non è definitiva e i due leader potranno fare ricorso in Cassazione, la più alta istanza giudiziaria in Egitto.

Altri quattro imputati sono stati condannati al carcere a vita; assolti, invece, Saad al-Katatny, presidente del Parlamento sotto la presidenza Morsi, un ex ministro e due dirigenti dei Fratelli musulmani. Il pubblico ministero ha rinviato a giudizio 18 persone: di queste, almeno cinque sono sfuggiti alla cattura e uno è morto prima del processo.