La mediocrità del nostro ceto politico rimbalza l’ennesima volta dai chiacchiericci televisivi in cui tutti conclamano d’avere vinto le elezioni regionali, teste’ conchiuse. Mentre tutti hanno perso. Ha vinto l’astensione, gravemente aumentata sia rispetto alle elezioni europee, sia rispetto alle ultime elezioni amministrative e politiche.

Renzi dice di avere vinto; invece è soltanto arrivato primo, come a suo tempo Bersani. Il PD ha cinque Regioni contro due del Centrodestra, ma ha perduto caterve di voti rispetto alle europee, ha ceduto la Liguria è salvato per un soffio l’Umbria, storiche e inespugnabili, fino a ieri, fortezze della sinistra. Della Campagna non parliamo: sotto qualunque segno il governo resta alla camorra.
Forza Italia asserisce d’essersi ripresa, ma evita la dissolvenza soltanto dov’è al traino della Lega Nord.
La Meloni elenca i prefissi telefonici degli incrementi di Fratelli d’Italia, ma nonché riprendere le percentuali di Alleanza Nazionale, pur evocata nella ditta, non avvicina nemmeno quelle del MSI, invano riesumato nei riti e nei motti.
Canta Grillo, che tuttavia non ha ripreso i voti delle europee – ne mancano all’appello settecentomila -.
Esulta Salvini, che in effetti e’ il solo a superare i risultati di tutte le precedenti elezioni, ma resta pur sempre lontano dal PD e dietro ai Cinquestelle.
Di Alfano non vale la pena parlare: de minimis non curat pretor!
Hanno perso tutti, meno chi contesta il sistema.
Monta in Italia ed in Europa un moto “contro l’intero scenario internazionale”, com’è costretto ad annotare perfino la Gazzetta Ufficiale del sistema, Il Corriere della Sera, (2 giugno, pag.35). Contro, cioè , istituzioni interne, europee ed internazionali subornate dalla finanza globale, senza patria e senza morale. Che espropria i popoli delle rispettive risorse, produzioni e tradizioni, annullandone le identità nel generico profilo del consumatore e del cliente, possibilmente indebitato con le banche.
Così declina il benessere, manca il lavoro, dilaga la povertà, le migrazioni si fanno più invasive e si diffondono criminalità e terrorismo.
In Italia abbiamo un gigantesco debito pubblico, la disoccupazione più alta, il pil più basso, l’immigrazione meno controllata, (quanti terroristi islamici per ora dormienti si sono infiltrati?).
Abbiamo criminalità organizzata su tutto il territorio, delinquenza diffusa in tutte le città, insicurezza ovunque nelle stesse abitazioni. Ed i politici che fanno? Si lodano e si sbrodano da se’.
Non si accorgono che la società e’ radicalmente cambiata, che c’è più rabbia che moderazione; che di spazio centrista non c’è n’è più nemmeno per Renzi, figurarsi per Berlusconi o la Meloni!
Ritornano i bisogni primari di frontiere sicure, di sicurezza interna, di lavoro vero, di sobrietà e capacità, rigore ed efficienza nell’Amministrazione, nella Scuola, nel costume pubblico e privato. Bisogno d’ordine, di educazione, di pulizia. Per la soluzione dei quali dev’esserci la risorgenza degli Stati, che abbiano recuperato autonomia e indipendenza dagli organismi e dalle lobby finanziarie, riappropriandosi della disponibilità e del controllo delle risorse nazionali, delle politiche economiche e di bilancio. Che tornino ad essere arbitri e fabbri del proprio destini, delle alleanze e degli interscambi culturali ed economici.
Possibile che la politica in Italia sia cieca e sorda, anche a destra?
Che sia ridotta tutta al modello della famiglia De Mita, successione nelle poltrone dorate del potere di padre in figlio, in nipote?