Prima regola : il confronto delle cose dette.

Andate a spulciare cosa è stato scritto in questi anni dalla destra e dalla sinistra. Potete anche utilizzare, se volete, Destra.it, consultando più articoli e più autori. Noterete che molti degli argomenti da noi trattati denunciavano situazioni poi verificatesi nella loro gravità e che le analisi sviluppate presentavano dei fondamenti tutt’altro che campati per aria. Ci si preoccupava dell’immigrazione clandestina e della sicurezza delle nostre città, dello strapotere delle banche, degli esodati, della fregatura dell’euro. I fatti ci hanno dato ragione.

Non è che siamo bravini , o forse sì, è che usiamo il buon senso coniugato con del sano realismo. Andate a leggere un qualsiasi giornale di sinistra e noterete affermazioni fuori dalla realtà e lontane da una possibile realizzazione. Vi ricordate le auto blu in vendita, primo provvedimento del parolaio fiorentino ? Sono ancora tutte lì, in vetrina. Vi sovviene qualcosa della “rivoluzione arancione “ di Pisapia che doveva sorgere a Milano ? Nessuno l’ha vista, esattamente come “ l‘opera “ cinematografica di Veltroni. Vi rammentate di quando Vendola chiamava amico il popolo rom? Di Renzi che difendeva a spada tratta l’operazione Mare Nostrum , rivelatasi fallimentare? Ma allora quelli di sinistra sono stupidi, obietterà qualcuno; no, semplicemente ragionano per ideologia, talvolta inseguendo l’utopia.

Seconda regola : il gioco del contrario.

Lo scontro tra destra e sinistra in Italia è come una interminabile partita con arbitro, guardalinee, giudici di linea e quarto uomo tutti a favore dei compagni, che persino Blatter si scandalizzerebbe. Per ogni evento in Italia applicate la regola del contrario, e capirete dove sta la ragione. Provate a pensare, per assurdo, se la legge Fornero l’avesse fatta , per esempio, la Carfagna : sarebbe ancora viva? Invece la spocchiosa ex ministra del governo Monti, rigorosamente di sinistra, non solo è intoccabile, ma pure si offende se qualcuno osa criticarla, dando del maschilista all’incauto censore.

E se i black block fossero stati di destra ? Fedez, Fazio, e culturame vario avrebbero osato difenderli , per gli stessi reati? Le forze dell’ordine avrebbero lasciato fare ? A Milano la giunta Pisapia sta facendo abbattere centinaia di alberi di grosso fusto, per lo più platani in zona Lorenteggio. Ho visto anziani piangere davanti a questo scempio, anche perché nulla tornerà come prima. Se fosse stata una decisione della giunta Moratti, apriti cielo, gente incatenata ai tronchi, barricate e molotov rigorosamente democratiche ! Invece la giunta rossa la fa franca, nel silenzio generale.

Come vedete, basta evidenziare la malafede, per capire dove sia la verità.

Terza regola : le etichette democratiche.

Quando la sinistra è in difficoltà e non ha più argomenti da controbattere, ricorre alle etichettature, per bollare d’infamia l’avversario. E’ una tecnica abusata. Mi raccontava un amico di provata fede, che negli anni settanta al liceo prendeva nei temi sempre sette e mezzo , talvolta otto . Il professore d’italiano si complimentava con sua mamma nei colloqui, perché anche lui la pensava così. Poi un giorno i compagni esposero un ta-ze-bao in cui denunciavano i temi razzisti del fascista G. Da quel momento i suoi voti oscillarono sul cinque, cinque e mezzo, perché il prof. teneva famiglia.

In un talk-show di questa campagna elettorale Giorgia Meloni aveva messo alle strette il signor Rossi, governatore della Toscana. Non avendo più nulla da ribattere il compagno Rossi urlò : “..signora Meloni, lei è una fascista !”. L’Onorevole Meloni, autentica Signora, non volle controbattere al mediocre personaggio dandogli del maschilista, come meritava, non si curò di lui più di tanto e passò oltre.

Fabio Genovesi, brillante scrittore versiliese, nel suo ultimo libro “ Chi manda le onde”, scrive così :” E’ come d’estate quando arrivava il luna-park e pure il circo, e a te da una parte dispiaceva perché di colpo i gatti del paese cominciavano a sparire, la mamma diceva che li rubavano gli zingari per darli da mangiare ai leoni e alle tigri, e a te è sempre sembrata una scemenza e non ci credevi, ma insomma i gatti sparivano davvero. “ Gli “zingari “ e per di più eliminatori di gatti ! Ce n’è abbastanza per mobilitare la Santa Boldriniana Inquisizione per mettere all’indice il libro con l’accusa di razzismo ! Ma Genovesi conosce i suoi polli, ha preso le sue precauzioni, nel capitolo successivo infatti esalta, un po’ fuori contesto, i partigiani e si salva per il rotto della cuffia. Quindi se dovete scegliere chi votare, applicate questo sistema. Chi si becca l’accusa di “razzismo” o “fascismo” merita 5 punti. 4 punti a chi viene tacciato di “populismo” o “qualunquismo”. 3 punti per l’etichetta di omofobo o altre a piacere. Il candidato che ottiene più punti sarà quello più inviso alla sinistra e quindi meritevole del voto.

Ultima regola.

Ci sono personaggi in Italia per i quali è scientificamente provato che non ne azzeccano una. Uno è Eugenio Scalfari, direttore di Repubblica, che nel tempo ha appoggiato De Mita, D’Alema, Prodi ; politici rivelatisi uno peggio dell’altro. Quindi se Scalfari dice A, la risposta giusta sarà B. Poi c’è Barbara Spinelli, altra firma di sinistra, che si è candidata al parlamento europeo con Tsipras, promettendo che si sarebbe dimessa per lasciar posto al primo dei non eletti, il quale aveva qualche problema a tirare alla fine del mese. Quest’ultimo ha atteso la fine dell’anno per sentirsi dire dalla Spinelli che lei non si sarebbe dimessa, che si teneva lo stipendio da eurodeputato. Poi la compagna radical-chic ha pure cambiato schieramento politico. Basta quindi identificare questi guru, scegliere la tesi opposta alla loro e sarete veramente “illuminati”. Buon voto a tutti .